Di nuovo sulla situazione in Tibet

E’ abbastanza disgustoso sapere che dove mi trovo al momento, a Qinhuangdao, a 300 km da Pechino, non e’ possibile ricevere nessun tipo di informazione obiettiva sui disordini e il massacro tibetano di pochi giorni fa. La vita scorre come se niente fosse, tra moto elettriche, studenti saltellanti, cibo unto cucinato ai bordi della strada e gente che come formiche impazzite esce ed entra dai negozi, tirando avanti fino alla fine delle giornate appesantite dalle nuvole di polvere sollevate dalla raffineria di carbone che sorge qua vicino. Le montagne basse rimangono le stesse di sempre, perennemente oscurate da una coltre di fumo che sembra una metafora di come il governo centrale della Cina nasconda la verita’ dei fatti avvenuti su ben altre montagne, molto meno rilucenti di inquinamento atmosferico.
E’ con grande rammarico che mi trovo per la prima volta, anzi no, per la seconda (ho avuto la “fortuna” di trovarmi negli Stati Uniti quando caddero le torri gemelle, e so cosa vuol dire questa sensazione) in un paese dalle grandi aspettative che dimostra come la vergogna e l’idiozia siano due mali ancora troppo comuni all’umanita’ intera. Ricevo costantemente informazioni dall’Italia, docve l’informazione non e’ di certo migliore, ma almeno non censura questi fatti a lei assolutamente esotici ed alieni, e mi sento impotente e stupido di fronte a un sistema che mangia tutto, anche se stesso e i suoi stessi collaboratori. La vita nella scuola procede come se nulla fosse, non un’ombra di discontento, non un briciolo di informazione, nemmeno un chiedersi il perche’ delle cose che girano cosi’. Qua si pensa solo a giocare a basket, mangiare roba unta e succulenta e ad andare dal parrucchiere a farsi i capelli a punta per il sabato sera. Ed e’ altrettanto ridicolo pensare di avere paura quando si e’ cosi’ lontani da Lhasa, piu’ di quattromila chilometri, e sotto l’ala protettiva di Pechino che fa da sorella maggiore a tutte queste realta’ cinesi costiere. La musica techno risuona dalle casse, le ragazze portano le loro grosse borracce piene di the caldo con noncuranza, i ragazzi piu’ duri fumano distratti mentre si dirigono verso i grandi atri dell’universita’. Nulla e’ cambiato e nulla cambiera’ mai, e’ un circolo vizioso di ignoranza e compiaciuta indolenza. E se a loro va bene cosi’, a me va bene dirlo al mondo che mi legge, che non sara’ molto, ma almeno io ci provo.
Sono morte delle persone, probabilmente tante. La realta’ a me non e’ dato sapere e quindi non mi e’ possibile divulgare, perche’ non c’e’ un giornale che parli di questo. Non e’ che io abbracci indiscriminatamente la causa tibetana, che io dica di boicottare le olimpiadi (anche se sarebbe probabilmente giusto) o chissa’ cos’altro, ma voglio fare presente che, mentre voi che mi leggete dall’Italia avete una vaga idea di quel che sta succedendo, io NON POSSO AVERLA. Big Brother ha colpito ancora e ha colpito pesante, ora dice anche che i ribelli si sono consegnati spontaneamente. Ma ribelli di cosa? E’ dal 1959 che la Cina occupa il teritorio del Tibet e lo ha preso con la forza, con il sangue. Ma certo, qui quando abbiamo chiesto a uno studente come la pensasse, questo ci ha detto:”Noi abbiamo solo dato la civilta’ a dei selvaggi”. Questo commento e’ agghiacciante, mi fa venire in mente John Wayne che dal dorso del suo cavallo si accende una sigaretta e dice lo stesso mentre sputa sul corpo di un indiano e sculaccia le chiappe sode della squaw che si e’ messo davanti, tra le gambe e la testa del cavallo. E come sempre, il mondo dimostra di essere diventato completamente omosessuale e schiavo del denaro non prendendo nessuna posizione, mentre il Dalai Lama accenna a DIMETTERSI perche’ causa di queste repressioni. Mi fa venire in mente quando avevano detto che a Piazza Tiananmen non c’era stato nessun morto, che tutto e’ stato sistemato senza la violenza. E la gente qui, ha paura di parlare, di pensare. Meno male che qualcuno di molto vicino e altra patata bollente nel grembo cinese, ovvero Taiwan, abbia candidamente annunciato che loro di atleti alle olimpiadi li potrebbero anche non mandare. Non e’ solo una questione delle dannate Olimpiadi che spero vengano boicottate per cause naturali per quanto me ne frega, e’ un fatto di integrita’, di saper alzare la testa davanti al male. Oggi e’ il Tibet, ieri era la Birmania, domani magari sara’ l’Italia? Io non ne ho idea, ma invito chi sta leggendo a considerare di prendere una posizione, e tirare fuori le palle, almeno per una volta sola. Non so se ve ne siete accorti, ma il modo in cui vivete, in cui pensate di stare bene e sicuri, e’ tutto sbagliato.




March 20th, 2008 at 9:41 pm
ci vuole l’embargo. ma a sto punto l’embargo lo fanno loro a noi, e ci mettono a pecora. te l’ho scritto nel post scorso e noiosamente mi ripeterò: ormai ci girano tanti soldi, e indietro non si torna. quello che a te sembra qualunquismo è semplicemente studiata ipocrisia. il boicottaggio delle olimpiadi non serve a niente, o nessuno (e dico nessuno, intendo proprio tabula rasa, balle di fieno rotolanti nello stadio olimpico al momento dell’apertura) si presenta o è una buffonata. e cmq sarebbe solo un gesto simbolico. e di simboli sto mondo non se ne fa più un cazzo. gradirei concretezza, programmazione, linearità .
concludo seminando un dubbio: certo marco sei nel paese principe della censura: se ne parla da anni, e i numeri di yahoo.cina hanno fatto il giro del mondo. ma: siamo così TANTO sicuri che sia una situazione così isolata? che nel nostro dorato belpaese si viva in Libertà ? forse che la cina è la punta dell’iceberg di una realtà più sommersa? un po’ come emilio fede conduce il più schierato di tutti i telegiornali, chi lo guarda sa benissimo dove va a parare e lo ascolta con le antenne spianate…poi giri su raiuno e ti rilassi completamente, tranquillo e pronto a farti infinocchiare con le notizie sul papa
March 20th, 2008 at 10:03 pm
Forse dal mio post non si capiva, ma la Cina E’ la punta dell’iceberg. Credo che in Europa e in Italia in primis, ma soprattutto negli USA secondo la mia esperienza, l’informazione sia costantemente veicolata. Mi sembra pero’ giusto raccontare come la viva io da qui, perche’ almeno voi avete il beneficio del dubbio, a me manca pure quello e voglio che si sappia. Non e’ niente di nuovo sotto il sole, mi conosci e sai come penso e come vivo e perche’ sono arrivato qui, ma proprio per questo ogni tanto non posso evitare di buttare altra benzina sul fuoco e cercare di alzare una voce in un casino di mutismo imperante.
April 15th, 2008 at 12:36 am
6 solo un ipocrita anke tu, nel tuo articolo si leggono solo commenti negativi sul paese dove ti trovi. a te non interessa affatto del tibet ti interessa solo gettare fango sulla cina…
April 16th, 2008 at 9:37 pm
Non mi interessa solo gettare fango sulla Cina, e lo si capisce benissimo se ti soffermassi a leggere altri post. Probabilmente non li hai letti, e qui chiudo il discorso. Vivi in Cina? Se si, ti sei accorto di come la situazione e’ glissata dai cinesi? A me questo basta per gettare tutto il fango che desidero.