Scontro col Potere Negativo pt.1
Ecco, sapevo che sarebbe successo. E’ arrivato imprevisto come un lampo a ciel sereno. Marco Ferrarese si e’ scontrato col potere negativo del Partito Comunista Cinese. Mi piacerebbe poter dire di essere stato preso, mandato nei campi di rieducazione e poi espulso come un novello Tiziano Terzani in Asia, poter aggiungere un po’ di mistero e avventura alla mia fama di viaggiatore incosciente, ma purtroppo non e’ stato cosi’. Non e’ piu’ cosi’ per noi stranieri, probabilmente. Ma non e’ comunque stato per niente piacevole.
Dovete sapere che in Cina ancora e’ difficile avere un’opinione divergente, una sorta di liberta’ di parola. In breve, non si puo’ seminare alcuna ideologia o esprimere nessun parere che non sia uguale a quello dominante di una Cina vista come paese libero, industrializzato, potente e in vista di un salto di qualita’ internazionale sotto i riflettori olimpici. Detto questo, devo anche dire che, essendo un professore di lingue in Cina, ho quotidianamente a che fare con i giovani; ho due classi di ragazzi cinesi, e una di ragazzi che vengono dalla Mongolia. L’Universita’ dove insegno e’ una delle poche, perlomeno nel Nord della Cina, dove viene insegnato l’Italiano come materia principale di un corso di laurea. Senza entrare in dettagli sull’istruzione in se’, che avranno spazio altrove, devo dire che la mia natura e’ quella di animale da palcoscenico, e la cattedra e’, a tutti gli effetti, il piu’ effettivo dei palchi. Da qui istruisci, e la gente bene o male ti ascolta, si aspetta di poter imparare da te e ha anche un certo timore reverenziale perche’, nonostante io sia giovane, intraprendente e monello, rimango sempre il professore.Durante la meta’ dello scorso semestre, l’Universita’ si e’ liberamente decisa senza ovviamente consultarsi ne’ con me ne’ con la mia collega, di inserire 5 studenti mongoli di livello soglia, anzi, nemmeno quello, all’interno di una classe di cinesi che avevano gia’ studiato l’Italiano per circa quattro mesi. Non delle punte di diamante, ma comunque sicuramente piu’ avanti dei poveri mongoli che, sbalzati in un posto sconosciuto e senza particolari istruzioni a riguardo, si sono trovati a fare classe all’interno di un’altra classe. O meglio, io mi sono trovato ad avere due lezioni ben definite da preparare e presentare allo stesso momento, all’interno della stessa classe. Non e’ stata un cosa facile. Grazie al cielo siamo partiti per le vacanze a inizio gennaio, e io mi sono dimenticato di tutti questi problemi, finche’ una volta rientrato scopro che i mongoli da 5 sono diventati 26, e divisi in due classi, una da 5 e una da 21. Quando ovviamente il livello linguistico era in entrambi i casi pari allo zero, viste le condizioni precedenti.
Dopo una certa tensione coi miei superiori, telefonate al dipartimento e un rapido consulto coi nuovi studenti, la scuola decide finalmente di unire i due gruppi in una sola classe, con un sicuro beneficio per il loro apprendimento e la felicita’ di tutti di poter stare tra i propri connazionali. Si e’ aperto dunque un canale di studenti mongoli che, abbagliati dalla prospettiva di poter passare un anno a studiare in Italia e convinti che una volta li’ per loro sara’ semplicissimo ottenere un permesso di soggiorno per l’Area Schengen, arrivano e pretendono giustamente di ricevere l’educazione impeccabile per cui hanno profumatamente pagato, ignari che in Cina manchino sia le strutture, piu’ volte da me sollecitate, sia che i loro soldi siano stati praticamente vampirizzati dai canini affilati dei rettori dell’Universita’ e dei supervisori mongoli che si godono il profitto.Bene, una mattina mentre cercavo di rompere il ghiaccio con gli studenti mi pare di aver detto, ovviamente in inglese (lingua che dovrebbe essere il mezzo di comprensione ma che, troppe volte, si rivela essere solo il MIO patrimonio culturale) che ritenevo strano che non ci fossero corsi universitari o scuole di Italiano ad Ulan Bator, che per me e’ una cosa un po’ folle. Ricordo chiaramente di aver usato l’idioma “It’s crazy”.
Qualche giorno dopo, ricevo un sms dalla segretaria del dipartimento che dice semplicemente:
”Speriamo domani tu abbia tempo perche Mr. Wu (il direttore) vuole parlarti”
Comunque, mi presento il giorno successivo nell’ufficio di Mr Wu e vengo accolto dal nuovo segretario, nome inglese Elliott, che si dimostra subito disponibile e parla anche un’ottimo inglese. Mr Wu e’ in ritardo e, quando finalmente arriva, vengo fatto sedere in una poltroncina e Elliott si siede in un’altra, di fronte a me, dovendo fare da interprete. Sono completamente in balia di una traduzione… perennemente quando si tratta di queste cose. Probabilmente e’ per questo che loro capiscono quello che vogliono capire.




March 26th, 2008 at 2:53 am
COME è ANDATA? COSA TI HA DETTO LO SCHIFOSO? MALEDETTO
March 26th, 2008 at 1:39 pm
Pazienza!! A tra poco per la seconda parte!!
March 26th, 2008 at 8:17 pm
Pathos! Tienimi informato!
March 26th, 2008 at 9:27 pm
Ci dici com’e’ andata a finire o dobbiamo venire a prenderti?
April 1st, 2008 at 2:05 am
L’idea di censura, negata libertà, piccoli spazi fa innorridire se pensiamo che siamo già nel 2008. Un popolo non può ritenersi moderno perchè apre le porte alle olimpiadi. Di recente su “la Repubblica” è comparso un articolo sulla continua censura e oscurazione di siti Internet in Cina, nonchè l’accesso negato a YouTube.
Credo, ma questo è solo piccolo pensiero che rimmarrà relegato a queste pagine, che questa storia di “repressione” deve avere un termine.
Mi auguro che tutto migliori e che la comunicazione globale sia degna del suo stesso nome.
http://www.comunicaresulweb.com