Meravigliose bambine, per sempre pt.2
Questo concubinato femminile crea delle amicizie mostruose, rapporti che forse andranno sino alla tomba, e le si possono vedere camminare strette mano nella mano, a volte sedute a lezione tenendosi per mano, tante volte mangiare assieme con le mani intrecciate alla mensa universitaria. Si muovono in gruppo, vivono in gruppo e fanno spola tra il dormitorio e la classe, il supermercato e il centro, dove vanno di solito il fine settimana. Vivono in simbiosi e sono quasi sempre lontane dai ragazzi, come se li schifassero, o piu’ semplicemente, ne fossero intimorite. Poi un giorno ho scoperto una cosa, parlando con una di loro. Il suo nome inglese e’ Jessica e viene da molto lontano. E’ una meravigliosa ragazzetta formosa, col viso spruzzato di lentiggini e occhi chiari, marroni, impossibili per una cinese Han. Difatti, lei e’ uno splendido misto di Xinjiang e Kazakhstan, con un po’ di Russia sparata in mezzo. Vive oltre Urumqi, la citta’ piu’ lontana dal mare al mondo, e va a casa una volta l’anno prendendo un treno che impiega tre giorni e tre notti per attraversare la Cina da est a ovest, superando cosi’ tanti ambienti e fusi orari azzerati dalla sempre magnanima Pechino che il viaggio ha proprozioni epiche. Tutto questo pagando solo 80 yuan, con l’agevolazione studentesca, e rigorosamente in sedile rigido. Una cosa da distruggersi il coccige, oserei dire. Quando le ho chiesto perche’ avesse deciso di venire a studiare cosi’ lontano da casa, mi ha candidamente risposto che voleva vedere il mare, almeno una volta nella vita. Dopo tanti rifiuti e ripensamenti, riesco a invitarla a cena, una semplice cena per dimostrare amicizia, e lei decide di portarsi dietro anche la sua amica. Io allora porto i miei. L’argomento cade sulla sua vita sentimentale.
”Jessica, non hai un ragazzo?”
”No”
”Perche’, non ti piacciono i ragazzi dell’Universita’? Nemmeno uno? Impossibile”
”No, loro non mi piacciono. Sono stupidi e infantili. Molti anche brutti” sorride.
”Ok, e non ti interessa trovarne uno? Magari in citta’?”
”Non lo so. Devo anche dire che i miei genitori non vogliono che io abbia un ragazzo”
”E perche’?”
”Non lo so, non vogliono e si arrabbierebbero con me”
”Ho capito, ma i tuoi genitori vivono a tre giorni di viaggio da qui, come possono scoprtirti se hai un ragazzo?”
”Loro non vogliono. Loro dicono che devo trovarne uno nella mia citta’” e cambia discorso, mangiando.
Mogli e buoi dei paesi tuoi, si dice dalle mie parti. E’ una cosa quasi dolce, a pensarla, una cosa che esiste raramente nel mio mondo. Almeno, sicuramente esiste, ma qui si trasforma nel retaggio del confucianesimo, del padre padrone veramente padrone delle azioni dei figli. E’ sicuramente dolce vedere la devozione di Jessica nei confronti della sua famiglia, ma a me fa anche un po’ paura. Poche settimane fa ho sentito che una ragazza, una delle tante, si e’ buttata giu’ dal tetto del dormitorio della sua universita’ pechinese perche’, ormai alla fine degli studi e desiderosa di rientrare in famiglia in provincia dove anche il suo ragazzo di una vita l’aspettava, si e’ vista negare il permesso dal padre. “No, tu devi restare a lavorare a Pechino e diventare ricca”. Drastiche conseguenze.
E’ questa compressione interna che sfocia nelle piu’ romantiche e drastiche conseguenze. La ragazza cinese come entita’ che rappresenta il mondo cinese come io l’ho conosciuto, e che probabilmente cambiera’ nei prossimi anni, e’ qualcosa di sconvolgente. E’ una entita’ compressa tra la voglia di cieca espansione di un paese che vuole dominare le scene internazionali e le fragranze di loto, la dolcezza femminile che da noi e’ sparita da secoli e gli occhi di un drago. Profumo di campagna e odore di rugiada e nebbia che avvolge le cime dei colli e odori di scarichi industriali, pelle finta che brucia e odore di verza in decomposizione. Non e’ una situazione normale, per me si solleva da terra e svolazza come un fantasma.
Secondo me le ragazze sono piu’ sintomatiche della Cina che cambia rispetto ai maschi. L’uomo ha sempre da dimostrare una sorta di machismo, anche se lo studente tiene questa cosa ancora ad un livello embrionale. Le ragazze, invece, secondo me sono i veri volti dove cercare di guardare e capire qualcosa di piu’ di questo paese. Le studentesse, soprattutto, rappresentano una parte di questo modod che e’ in divenire, in costante mutamento. Ho imparato che in Cina la societa’ si divide essenzialmente in due caste, quella di chia ha il privilegio di ricevere un’istruzione, e quella delle grandi masse che devono assolutamente prestarsi a svolgere qualsiasi tipo di lavoro, anche i piu’ umili.
Il denaro qui gioca un ruolo massiccio, troppo importante. Le relazioni a volte si basano proprio sul denaro, basti pensare al programma di chat piu’ diffuso tra i cinesi, QQ, una sorta di versione autoctona di MSN Messenger. Tra i vari campi del proprio profilo personale, e’ necessario inserire la propria fascai di redditto, e le gente si cerca anche e proprio per questo. La sicurezza economica gioca un ruolo terribilmente importante in questo mondo dove pare non esistere un confine tra realta’ e slealta’, se ci sono di mezzo i soldi. Chi studia, ha possibilita’ di avere un lavoro migliore e spesso tornare nella propria piccola citta’ natale per dare lustro e darsi importanza guadagnando stipendi che da noi fanno sorridere. Queste ragazze, impegnate nella scuola, docili, tante manine paffute o affusolate che scrivono e prendono appunti, ripetono la lezione a voce alta come dei rosari prima che io entri in classe per fare la mia lezione, sranno probabilomente alcuni dei piccoli pilastri a sorreggere la Cina del futuro.






