Una nuova Grande Muraglia Pt.2

Quello che gli occidentali non capiscono e’ che la Cina e’ e rimarra’ ancora a lungo una nazione divisa da un bilancio sociale impari, divisa nettamente tra la rampante ed industrializzata costa Est e le pianure fredde e gonfie di petrolio della Manciuria, e una vastita’ di ambienti, culture ed etnie differenti che come un arcobaleno geografico e umano ne popolano il centro, il sud e l’ovest, fino a perdersi in una serie di montagne inespugnabili. Questa e’ la realta’ che non verra’ mai mostrata, che sara’ sempre relegata a un buon pacchetto turistico per chi avra’ l’ardire di avventurarsi oltre. E questi non saranno molti, tra i fanatici sportivi che arriveranno a frotte ad agosto in una nazione profondamente impreparata. Una nazione che vive delle proprie tradizioni e della propria lingua, dove chi parlera’ solo l’inglese, lingua franca nel mondo, avra’ serie difficolta’ anche solo ad ordinare una cena. Un ulteriore problema che amplifica le differenze, ma che da’ anche una grande possibilita’ ai nuovi giovani cinesi di dimostrare a se’ stessi e alla propria patria che qualcosa sta cambiando, nel proprio futuro.
E’ sicuramente anche vero che al contadino dello Yunnan che ancora maneggia la zappa con le mani scure e callose, e che probabilmente lo ha fatto per una vita, sin da quando da bambino ancora correva nudo e bagnato lungo le pendici delle splendide e verdi montagne della Cina del sudovest, queste Olimpiadi non significheranno niente. Molto piu’ importante assicurarsi che il riso continui a crescere, e che gli incensi votivi sull’altare di Buddha brucino sempre durante quel mese in cui, volente o nolente, una parte di Cina sara’ sotto la lente d’ingrandimento del mondo intero.
Poco importa se le meravigliose luci e i colori delle cerimonie di apertura saranno tra le piu’ belle viste sin’ora, piene di un gusto asiatico che affascina, e che solo la Cina puo’ dare in questa maniera, per migliaia e migliaia di persone tutto questo apparterra’ ancora a un’altro mondo. Cosi’ lontano che neanche pensandoci come si fa con una fiaba ci potrebbero arrivare. Chi arrivera’ sino a qui spinto dalla passione sportiva verra’ probabilmente prelevato e fatto entrare in uno di quei padiglioni che si trovano al Luna Park, pieno di luci e di specchi deformanti, dove bisogna camminare con le mani avanti per evitare di farsi male.
Beijing, Hong Kong, Qingdao, Qinhuangdao, Shenyang, Shanghai non saranno mai state cosi’ belle e cosi’ finte come in agosto. Una furia cieca che aveva gia’ colpito ai tempi della Rivoluzione Culturale sta di nuovo mangiando la sua stessa faccia, distruggendo le ultime tracce di particolarita’ e unicita’ cinese rimaste a bagliore di un magnifico passato avvolto dal mistero e dalla saggezza di un grande popolo che, ahime’, ha fatto alcuni errori. L’apertura al mondo e queste Olimpiadi saranno un colpo definitivo per sollevare una maschera, per cambiare le cose, ma ancora non si sa se in bene o in male. E’ certo che, per come la vedo io, quello che vedrete in televisione sara’ l’ennesimo spettacolo, una visione obliqua che non potra’ rappresentare le mille facce di meravigliosa realta’ e orribile meraviglia che riserva questo paese. Fara’ solo muovere un ennesimo passo smisurato a questo gigante appena liberato che, ancora cieco, si muove alla rinfusa, non capendo bene che il suo percorso non e’ quello gia’ fatto da altri, ma sarebbe una via laterale, piu’ personale e obiettiva nei confronti di una storia millenaria.




May 20th, 2008 at 5:27 pm
tu amico rimani lì per le olimpiadi o sarai già partito?
May 20th, 2008 at 7:02 pm
Teoricamente potrei rimanere, ma ho deciso di restare si’ in Cina, ma saro’ in viaggio ancora nel sud, questa volta con la mia famiglia.