Pensieri da un caffè di Ubud
Gli ultimi giorni sono stati un crescendo di casini e incubi di viaggio. Sono inziati bene, sono mutati male, ritornano a stare bene e mi permetto quindi con un pò di relax di scrivere qualcosa di nuovo, che mi manca, un sacco. Provato da tempeste sentimentali e decisioni ardue da prendere, arrivato alla fine del mio viaggio asiatico dopo 7 mesi dico 7 on the road senza quasi mai fermarmi, mi fermo sul baratro di una porta australiana che mi sembra sempre mezza aperta. Non lo so, mi rimane una strana sensazione in bocca, quella di lasciare qualcosa di buono per qualcosa che sicuramente sarà bello, ma non so se sarà altrettanto buono per me.Sono rimasto a Yogyakarta per una settimana, ospite della Graz Academy, l’esempio più vicino a una agenzia di tour organizzati in versione Couchsurfing. Ho vissuto l’atmosfera di questa splendida città del centro Jawa, che ha oscurato tutte le altre cose viste in Indonesia sino ad ora, forse a pari merito solo con l’avventura nella jungla a Bukit Lawang e Sumatra in generale. Ma senza i malefici muezzin che ti svegliano alle 4 del mattino per la prima preghiera mattutina urlata nei megafoni di tutta la città . Se andate a Bukitting, ricordatevi di cosa vi aveva detto la vecchia scimmia.
Sono arrivato a Bali via bus, dopo una deludente visita al Gunung bromo che si è risolta in me camminando di notte nel deserto di sabbia con una torcia come un modello Blair Witch project ambientato sulla luna, con pioggia e vento che mi hanno distrutto, avvolto in un sarong multicolore e pantaloni militari come uno strano tuareg asiatico in un paesaggio di sabbia così nera che si confondeva con la notte. Ma a parte questo, lo spettacolo in sè è stato iinesistente: un vulcano avvolto nella nebbia. O meglio: quattro vulcani tutti uno addosso all’altro, avvolti nella nebbia. Maledizione. Quel che è certo è: mai più mi alzerò alle tre del mattino per fare un’alba asiatica, perchè non ne vale affatto la pena.
Bali… che dire di Bali? Che mantiene un suo carisma, che detiene una natura meravigliosa, ma che allo stesso modo cerca di succhiarti moneta dal portafoglio come le sanguisughe che mi si attaccarono alle gambe nel Taman Negara malese. lasciano piccoli buchi che diventano prima rossi fuoco, poi sempre più marroni, poi neri, fino a scomparire. Molto strani. Come questa Ubud, centro culturale Balinese, avvolta da una campagna lussureggiante persa tra palme e errazze di riso, una meraviglia per gli occhi, ma piena anche di quel turismo grossolano e fatto di expat che mi ricorda quei posti che esistono solo perchè qualcuno si ostina a crederli dimenticati dal tempo. Sono sicuro che c’è di più, a Bali, ma lo scoprirò solo tra un paio di settimane. Quando Kit arriverà .
Mi trovo quindi diviso tra un passato che non vuole sparire, un presente che mi lacera il torace a ogni passare di minuto, e un futuro che si presenta al sapore di hamburger e barbeque e patatine fritte. Che non so se va ancora bene, per me. Per il resto, a girare in moto per Bali, cerco di pensare tanto a Giorgio, e a far rivivere un altro spirito in questa isola infestata da spettri, sì, che si nascondono però dietro maschere ancora più pittoresche di quelle che, in verità , hanno dipinte sul volto. E il girovagare mi è amaro, in questo mare.







February 4th, 2009 at 6:52 pm
Grande Monkey! Finisco ora di leggere il tuo ultimo post, bello sapere che sei ancora in giro. Noi siamo tornati a casa un paio di giorni fa. Il Laos e’ stato una grande odissea, ma ne e’ certamente valso la pena – Vientiane a parte, tappa forzata – sopratutto per la gente che abbiamo incontrato.
Buon anno della vacca, che ti sia propizio!
February 4th, 2009 at 6:53 pm
Grande Monkey! Finisco ora di leggere il tuo ultimo post, bello sapere che sei ancora in giro. Noi siamo tornati a casa un paio di giorni fa. Il Laos e’ stato una grande odissea, ma ne e’ certamente valso la pena – Vientiane a parte, tappa forzata – sopratutto per la gente che abbiamo incontrato.
Buon anno del bue, che ti sia propizio!
February 4th, 2009 at 10:20 pm
Australia is wainting for you man ,Take adeep breath and go !!!!!!!!!!!!!!!!!
February 8th, 2009 at 8:28 pm
http://www.puriraihotel.com/index.php
Quello è il posto Marco. Ho filmato il mio “pellegrinaggio”, ne farò un video, integrando il tributo spray già montato. Era ottobre, un mese dopo la prematura e definitiva partenza di Giorgio.
Chissà quanti momenti Bettinelliani hai vissuto. Lo sai vero che stiamo viaggiando con te tutti noi orang restless ?
June 12th, 2009 at 9:29 am
Anche io e Paolo abbiamo fatto le foto dove sei tu in quel momento. Ricordiamo soprattutto una bella serata passata con alcuni amici indonesiani a Ubud, al Jazz club, un bellissimo locale, raffinatissimo, dove consigliamo a tutti di andare per l’atmosfera che si respira. A Ubud, abbiamo lasciato la nostra anima. Kuta beach!! Sapeste!!!!!! E a Yogyakarta fantastici ricordi al “Banana Caffè”
June 12th, 2009 at 9:41 am
Ricordiamo Bali con immensissimo affetto. Il nostro, personalissimo, parere. Massimiliano e Paolo.