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Monkeyrockworld

Extreme Rocker and Writer Marco Ferrarese's Hardcore Opinions on Living and Traveling Asia
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This page is Italian written because the book it’s only available in Italian language.

Ci siamo. Finalmente, dopo mesi di duro lavoro e perdita di controllo del progetto dovuta ai soliti casini di una vita semi on the road tutto il tempo, mi commuovo quasi a presentare l’uscita del mio primo libro. Ce l’ho fatta. Finalmente non sono piu’ solo un cianciarone, ma sono uno “scrittore”, che suona come un parolone dal momento che come al solito, un supporto esterno o un editore non ce l’ho, ma come sempre tento di sfruttare le mille risorse di questo mndo spaventoso in cui vivo, e mi improvviso “scrittore indipendente”.

E come al solito, faccio tutto da solo, senza aiuti esterni.

La mia storia con la scrittura nasce molto tempo fa, quando mi limitavo a buttare sulla carta rigata dei temi della scuola media e superiore tante belle file di righe scritte sino a meta’ pagina dove il folgio si piegava in due, quei compiti in classe dimmerda, tanto per intenderci.

Io non lo facevo apposta, ma non riuscivo MAI a prendere meno di dal 7 all’8 in un tema. E questo voto lo prendevo generalmente quando la mattina alle 7 e trenta incontravo qualcuno che mi infilava uno spino in bocca. Giuro, una volta per scherzo feci un tema storico senza sapere niente della storia che dovevo descrivere, e presi comunque un bel 7 e mezzo, con un commento dell’insegnante del tipo “sei un coglione perche’ non hai studiato, ma scrivi cosi’ bene che in virtu’ dell’Italiano, non posso darti un voto basso”.

A volte la professoressa mi torturava, pensando di farmi invece onore, leggendo ad alta voce molti dei miei temi alla classe che, non solo annoiata, ma incazzata a morte, non mi parlava poi per giorni, o durante le pause pranzo nel grande cortile della scuola, giocando, mi infilava dei simpatici gomiti tra costola e ascella, lasciandomi senza respiro. Bastardi, vi odiavo tutti, ahahahaha… e loro odiavano me perche’ non concepivano come fosse possibile che uno stronzo ciccione (gia’, perche’ gli anni teneri della mia vita li passai imbucato in un bozzolo sovrappeso, flaccido, un corpo che si portava appresso 20 chili in piu’, con tutti gli ovvi risultati sociopolitici che ne potevano derivare nell’importantissimo pollaio della gioventu’ bassopadana) con l’hobby della distruzione di massa potesse nascondere un tale genio creativo.

Al Liceo sbocciai come una farfalla e riuscii non solo a liberarmi dall’armatura da ciccione, ma pubblicai dei racconti, stampati in proprio a modello fanzine fotocopiata, che mi procurarono incontri pseudo mistici e frequentazioni coi vari rampolli delle Gioventu’ Cannibali italiane, Alde Teodorani, Paoli di Orazi, Gaetani Mistretta, editori indipendenti vari …nonche’ una semi espulsione dalla scuola, una preside che dopo aver letto uno dei miei racconti splatterpunk dove giovani donne in autoreggenti venivano dilaniate da topi di fogna che le perforavano internamente entrando dalla vagina e scavando sino alla gola, in perfetto stile Bruno Mattei, o coppie che dopo aver investito bambini si mettono a scopare sul cofano della macchina, insomma, una preside che pubblicamente mi accuso’ di “perversione e sbandataggine” e marchio’ a fuoco il mio risultato finale alla maturita’ (se TUTTI abbiamo copiato uguale dallo stesso foglietto nascosto in bagno che ci avete dato VOI professori, com’e’ che le mie prove sono TUTTE ribassate di voto?)…

…comunque, avevo 18 anni, gia’ suonavo in giro, l’ambiente letterario Italiano mi faceva vomitare coi suoi leccaculismi vari, mollai tutto, fanculo i Giovani Cannibali e lo splatter all’ammatriciana, ero stufo di essere considerato uno “scrittore in erba” solo perche’ ero giovane e piu’ bravo di quei quattro scalzacani che tenevano le tendine delle scene sfigate della sfigatissima Milano (citta’ che sempre mi fara’ sbellicare dalle risate)…almeno che mi avessero considerato “in erba” perche’ ne fumavo a chili, perdio!!!! Sarebbe stato piu’ opportuno e onesto.

Comunque, otto anni e mezzo dopo, infinite miglia, concerti, sangue, sperma, fellatio, cunnilingus, paesi, citta’, persone, colori, amicizie, tatuaggi, cicatrici, pratiche sessuali poco ortodosse, nuove lingue imparate, vecchie lingue provinciali dimenticate, mi trovo tra i cinesi e gli aliti alla verza al mattino e mi dico: cazzo, io sono uno scrittore.

In una empirica spirale di fumo al Lama Temple di Pechino, chiesi al Buddha di ridarmi la forza di scrivere, e di far andare le cose per bene, e di farmi trovare una donna decente al fianco. Nell’arco di un anno ottenni tutte queste cose, e di piu’. E scrissi anche finalmente il mio primo vero libro, “La Scimmia tatuata contro il Dragone Meccanico”.

LaScimmiaTatuatacontroilDragoneMeccanicoOra, questo libro mi da’ una infinita soddisfazione, e so che non verra’ mai pubblicato perche’ scritto in Italiano, e l’Italia dominata da cosi’ grandi teste di cazzo in ogni ambito culturale che nemmeno se un John Fante gli mandasse un manoscritto si sognerebbero di pubblicarlo. Perche’ sono mafiosi, stolti ed esterofili. E perche’ i libri di viaggio non sono di moda, se non conosci l’editor della Feltrinelli. Quindi, vaffanculo, in un paese dove sui siti internet delle principali case editrici italiane si richiede di NON INVIARE MANOSCRITTI (e come cazzo fate a pubblicare dei libri, allora, mi chiedo?) ed evitando una stampa di regime Berlusconista, ho deciso che questo libro sara’ pubblicato online.

Almeno, per cominciare. E se qualche anima pia e coraggiosa se lo prendera’, tanto meglio.

Perche’ questo libro non parla di nessuna cagata pseudoamericana cara alla Narrativa Italiana, ma parla di cose vere, verze e caratteri cinesi, adattamento e disgusto, espatriare e sopportare. E non c’e’ nessun cazzuto personaggio inventato che fa cose incredibilmente degradanti come succhiare cazzi di froci o drogarsi abbestia come Rin Tin Tin, tutte cose inventate dalla fantasia di qualche sfigato Italiano che in verita’ manco mai si e’ fumato una canna. Ne’ tantomeno le memorie di una terrona che decide di scrivere la cronaca delle scopate che qualsiasi donna normale si spara quotidianamente, perdio. Insomma, questo libro e’ anticommerciale in Italia per eccellenza. Perche’? Cristo, semplice. Perche’ e’ un libro intelligente. Quindi, compratelo e leggetelo.

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Vi spiego: io volevo il libro stampato, su carta, bello e gustoso da leggere mentre fate una bella cagata al cesso, old style, no? Che piacere, ricordo quei libri immortali che mi inchiodavano sul cesso cosi’ a lungo che l’odore di merda ristagnava cosi’ tanto che non lo sentivo piu’, e quando mia madre veniva a vedere se ero morto o se ero ancora vivo, e mi trovava li’, richiudeva lentamente la porta lasciandomi assorto nelle letture. Impagabili esperienze letterario-olfattive.

L’unico modo per fare una cosa simile senza soldi come sono e senza un editore e’ stato di scegliere di pubblicare con lulu, mentre cerco un possibile editore che tanto non credo arrivera’ mai.

Potete ordinare il libro, 178 pagine A5 stampate belle fitte con copertina a colori, per 9.90 euro, piu’ alcuni euro per le spese postali. In questo modo, riceverete il libro a casa, vero, palpabile, stampato, e mi regalerete 1 euro. Si, io ci guadagnerei SOLO 1 eurino.

Se invece a voi interessa solo la sostanza e spendere meno, potete ordinare la versione ebook dello stesso, pagare solo 5 euro tutto compreso, e sapere che a me ne regalate 3 di euro.

Con 3 euro, mangio circa due volte in un giorno, quindi sappiate che i vostri miseri soldini alla fine rendono lo scrittore in grado di sopravvivere alla bukowskiana maniera, ma in chiave asiatica, ovvero: ottimo cibo, the o ice o kopi ice, e pure un piattino per la mia signora.

Vi lascio quindi alla visione del book trailer e ai consigli per gli acquisti: il mio, da autore, e’ quello di darci una lettura, a questo simpatico libro, cosicche’ vedendo il vostro interesse e i pochi euro che guadagnero’ fruttare ottimi capati e roti nan e murtabak, mi decidero’ a mettere mano alla seconda opera, gia’ in canna. Non rollata, ma pronta a sparare sapienza di scimmia nelle vostre teste di cocco.

Grazie per gli applausi, si chiuda il sipario, e tutti affanculo a quello che stavamo facendo prima.

Marco Ferrarese, Penang, 5 novembre 2009

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