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Monkeyrockworld

Extreme Rocker and Writer Marco Ferrarese's Hardcore Opinions on Living and Traveling Asia
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Archive for the ‘Italiano’

Dall’Asia all’Europa in Autostop – Memoria 12 – Chaikanas

August 12, 2013 By: Marco Ferrarese Category: Asia, Italiano, Journey to the West, Tajikistan, Travels Visited: No Comments →

Dopo aver viaggiato dall’Asia all’Europa via terra e facendo l’autostop, ho visto tante, troppe belle cose, situazioni e posti. Ho dunque deciso di proporvi una serie di post che mostrino quel che mi e’ piaciuto o mi ha colpito di piu’. Possono essere citta’, posti, locali, ristoranti, situazioni, esperienze, persone, qualsiasi cosa. Lo scopo e’ di mostrarvi una bella foto (opera di Kit Chan) e raccontare brevemente una delle nostre esperienze. Magari le nostre avventure potranno essere buoni punti di riferimento per cercare dei voli last minute e partire per qualche meraviglioso vagabondaggio asiatico. Ecco la dodicesima foto, un altro ricordo dall’Asia Centrale, la Chaikana:

Tajikistan – Il potere della Chaikana

In questo caso e’ il Tajikistan, ma la Chaikana – o “Casa da The” – e’ una vera e propria istituzione che si trova un po’ ovunque in Asia Centrale. Immaginate che sia la versione locale del baretto di paese, con l’unica differenza che qui, la gente ci mangia anche… E alle volte, pure ci si ferma dormire. Senza aggiunta di costo. Questa, per noi autostoppisti, e’ stata una bella sorpresa che ha risolto tante situazioni da bordo strada impegnative.

Esperienza indimenticabile:  Questa foto in particolare e’ stata scattata a Dadar, un paesello sperduto non troppo lontano da Ayini, dove ci siamo trovati poco prima del tramonto. La gente del posto ci ha circondato curiosa, e un anziano signore, un professore di Inglese, ci ha accolto facendoci alcune domande. “Dove dormirete questa notte?” ci ha chiesto, a un certo punto. “Non lo sappiamo, abbiamo una tenda, comunque…“. Lui si e’ grattato il mento, e con naturalezza ha indicato un edificio alle sue spalle. “Venite alla Chaiakan del mio amico. Sono sicuro che non ci saranno problemi a farvi stare li’.” Non sarebbe stato necessario, ma invece, eccoci qua. Dopo una boccia di the e un paio di Nan appassiti, la nonnetta locale ci ha aperto la strada della sua cucina, dicendoci qualcosa in Russo. Immaginate come ci siamo sentiti quando, non contenta della maniera in cui tagliavamo la verdura per la cena, si e’ messa ad aiutarci, affettandola alla velocita’ della luce…

Riflessioni sui viaggiatori anziani

July 24, 2013 By: Marco Ferrarese Category: Italiano, Opinions, Travels Visited: 1 Comment →

Picture credit: Flickr/rickz

Sono sbarcato a Penang di nuovo ieri pomeriggio dopo tre settimane passate in Borneo Malesiano a seguire musicisti per la mia ricerca. Innanzitutto, mi sono stupito di quanta gente fosse pronta a prendere un aereo. E diciamolo, i viaggiatori bianchi sono sempre presenti, ma ormai in grande minoranza rispetto alla popolazione asiatica che si getta ormai ovunque.

Una cosa che mi ha colpito é stato il vedere parecchie persone di mezza etá , e anche viranti sull’anziano, seduti al terminal, le dita frementi attorno alle maniglie di plastica dei propri bagagli a mano. Ne avevo parlato un pó di tempo fa su Vagabonding, di come a volte i viaggiatori si scoprono tali piú avanti con l’etá , in “mezzo al cammin della loro vita”. Ho incontrato alcuni interessantissimi personaggi over 50, e anche over 60, sparsi tra i sentieri sterrati del mondo di oggi. Quante storie incredibili: e soprattutto, se queste persone hanno viaggiato prima di noi, quanti dettagli e prospettive che ti fanno capire come i posti cambiano! O meglio, come gli anni e l’erosione inevitabile del tempo li cambi.

Purtroppo – o per fortuna – le persone piú anziane non sono tutte cosí: chi é piú provinciale, o chi non ha mai davvero pensato che potesse esistere qualcosa al di fuori del proprio raggio di 20 chilometri di comfort, non ha mai probabilmente sentito il desiderio di scoprire cosa stia l á  fuori, nell’ignoto. In questo modo si perde davvero qualcosa di importante che il mondo ci riesce a dare solo quando decidiamo di uscire dalla “zona comfort”, e ci imbattiamo in qualcosa di inaspettato.

Recentemente ho parlato con una persona amica, non piú supergiovane, ma nemmeno nel tardo cammino della sua vita. “Come fai a fare quello che fai?”, mi ha chiesto. Io le ho risposto che quel che faccio io non é affatto speciale, e che se per me é necessario sentire un brivido di avventura nel viaggio, per lei, bhe, basterebbe solo CERCARE un brivido. Come? Semplice: facendo un viaggio. Sicuro. Prepagato, se vogliamo. Senza stress o pensieri. Ma perlomeno, un VIAGGIO:  fuori dal cerchio, lontano dal raggio.

Cosí, le ho semplicemente consigliato di fare una ricerca online, e lei si é trovata da sola un viaggio tra le varie offerte di volo e hotel di Logitravel. Ovviamente, nessuno si aspettava che si mettesse lo zaino in spalla e partisse abbestia come me, ma perlomeno, nel suo piccolo ha trovato qualcosa che le desse uno scossone.

Non conosco tutti i motivi che spingono la gente piú anziana di me a mettersi in viaggio, ma credo che se non lo si é mai fatto in precedenza, prendersi una pausa dalla corsa folle al risparmio e alla sicurezza possa solo fare un gran bene. Cambiare le prospettive, far aprire i polmoni con l’aria benefica di una nuova emozione, puó essere un segno di grande cambiamento che aiuta l’anima e il cervello.  Cosa ne pensate? I commenti sono ben accetti.

Dall’Asia all’Europa in Autostop – Memoria 11 – Turkmenistan

July 22, 2013 By: Marco Ferrarese Category: Asia, Italiano, Journey to the West, Travels, Turkmenistan Visited: No Comments →

Dopo aver viaggiato dall’Asia all’Europa via terra e facendo l’autostop, ho visto tante, troppe belle cose, situazioni e posti. Ho dunque deciso di proporvi una serie di post che mostrino quel che mi e’ piaciuto o mi ha colpito di piu’. Possono essere citta’, posti, locali, ristoranti, situazioni, esperienze, persone, qualsiasi cosa. Lo scopo e’ di mostrarvi una bella foto (opera di Kit Chan) e raccontare brevemente una delle nostre esperienze. Spero che le nostre “impressioni” possano essere uno spunto per le vostre vacanze possibilmente in posti altrettanto strani e remoti. Ecco l’undicesima foto, da un posto davvero speciale, il Turkmenistan:

Turkmenistan – Totalitarismi Deliranti

Amo questa foto. Rappresenta la follia di una delle ultime “dittature” al mondo, ed e’ stata scattata poco prima che la polizia in borghese ci bloccasse, cercando di portarci in gabbia perche’ stavamo “fotografando il palazzo presidenziale”. Succede solo in Turkmenistan. Comunque, il bambino in questione saltella allegro nell’acqua per liberarsi dal caldo soffocante, mentre la foto in animazione bidimensionale del corrente Presidente Gurbanguly Berdimuhamedow si dimena sullo sfondo…. perlomeno, ci consoliamo, non e’ Nyazov.

Esperienza indimenticabile:  Essere stati, appunto, assaltati dalla polizia in borghese davanti a un bagno pubblico per aver scattato foto al palazzo presidenziale. Che e’ stupendo. Cupole d’oro, fontane, ovunque. Il Turkmenistan probabilmente e’ la nazione con piu’ fontane al mondo. Anche nei sottopassaggi pedonali. Stare ad Ashgabat diventa in se’ l’esperienza fondamentale di un viaggio in questo paese. Purtroppo, la statua di Niyazov che si muove seguendo il movimento del sole e’ stata rimossa, ed io ho avuto un tuffo al cuore quando non l’ho trovata.

Dall’Asia all’Europa in Autostop – Memoria 10 – Annapurna Trail in Nepal

July 08, 2013 By: Marco Ferrarese Category: Asia, Italiano, Journey to the West, Nepal, Travels Visited: No Comments →

Dopo aver viaggiato dall’Asia all’Europa via terra e facendo l’autostop, ho visto tante, troppe belle cose, situazioni e posti. Ho dunque deciso di proporvi una serie di post che mostrino quel che mi e’ piaciuto o mi ha colpito di piu’. Possono essere citta’, posti, locali, ristoranti, situazioni, esperienze, persone, qualsiasi cosa. Lo scopo e’ di mostrarvi una bella foto (opera di Kit Chan) e raccontare brevemente una delle nostre esperienze. Credo che non vi sara’ difficile cercare dei voli economici per poi lanciarvi in nuove, simili avventure.Ecco la decima foto, una vista montana a mezza strada sul cammino per il Campo Base di Annapurna, in Nepal:

Nepal – Annapurna Base Camp Trek

Sebbene sia commerciale, costoso, pieno di famiglie, vecchi, bambini e stranieri isterici dal cappuccino facile, l’Annapurna Trail rimane una delle rotte montane piu’ spettacolari che io abbia mai praticato. Sicuramente lontana dalla spedizione che poteva essere un par di decenni fa, la camminata di dieci giorni (andata e ritorno) passa tra i sentieri di montagne che tolgono il fiato… e sono completamente diverse da qualsiasi montagna abbiate visto in altre parti dle mondo. L’Himalaya, my friends, rimane il prodigio che e’.

Esperienza indimenticabile:  Togliersi le scarpe ogni sera dopo giornate da otto, nove ore di cammino. Un momento imperdibile, soprattutto se, come nella foto, la guesthouse dove starete e’ impiacciata su un bricco con una vista cosi’… l’alba e il tramonto danno una concreta idea di che cosa possa essere il sedersi a bere un the con un Dio potenzialmente rilassato.

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