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Monkeyrockworld

Extreme Rocker and Writer Marco Ferrarese's Hardcore Opinions on Living and Traveling Asia
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Archive for the ‘Italiano’

Dall’Asia all’Europa in Autostop – Memoria 9 – Bandarban

June 26, 2013 By: Marco Ferrarese Category: Asia, Bangladesh, Italiano, Journey to the West, Travels Visited: No Comments →

Dopo aver viaggiato dall’Asia all’Europa via terra e facendo l’autostop, ho visto tante, troppe belle cose, situazioni e posti. Ho dunque deciso di proporvi una serie di post che mostrino quel che mi e’ piaciuto o mi ha colpito di piu’. Possono essere citta’, posti, locali, ristoranti, situazioni, esperienze, persone, qualsiasi cosa. Lo scopo e’ di mostrarvi una bella foto (opera di Kit Chan) e raccontare brevemente una delle nostre esperienze. A questo punto, andate a guardare voli economici e lasciare la vostra routine italiana almeno per un po’, saremo felici di avervi “illuminato”. Ecco la nona foto, un ritorno al mio amato Bangladesh:

Bangladesh – Capre nei CNG di Bandarban

Amo questa foto. Rappresenta l’ordinata, rassegnata anarchia che domina le strade del Bangladesh, e soprattutto dei suoi placidi Hill Tracts a sud di Chittagong… una delle altre zone dove il Sud Asia si mischia col Sudest Asiatico, e non si capisce piu’ se si sta in Birmania, in India, o nel Bengala… incredibili zone di confine che immediatamente tolgono ogni sneso a visa, passaporti e confini da carta geografica.

Esperienza indimenticabile:  la foto in questione e’ stata scattata a Bandarban al mercato del venerdi’ mattina, a pochi chilometri da dove il Bangladesh si scrolla l’Islam di dosso e diventa Birmania. Sicuramente uno dei mercati piu’ interessanti e colorati che io abbia visto in Asia – e vi assicuro, ne ho visti tanti. Il ruolo commerciale dominante e’ svolto da donne di etnia Marma (…Myanmar? Assolutamente SI) che tirano fuori merci di ogni tipo dai loro sacchi di yuta, continuando a masticare imperterrite le punte dei loro sigari cheroot lunghi quindici centimetri. L’espressione di questa donna stanca, pronta a tornare a casa, stretta nel suo sari indiano ma dietro a una faccia birmana, mi ha colpito a fondo perche’ pare proprio che guardi dentro la camera, e ti chieda qual’e’ il tuo problema. La capra nera nascosta tra le gambe dei passeggeri di dietro rende omaggio a Satana e consacra questa come una delle memorie piu’ belle della nostra esplorazione del Bangladesh piu’ oscuro…

Dall’Asia all’Europa in Autostop – Memoria 8 – Kyrgyz kymyz

June 19, 2013 By: Marco Ferrarese Category: Asia, Italiano, Journey to the West, Kyrgyzstan, Travels Visited: No Comments →

Dopo aver viaggiato dall’Asia all’Europa via terra e facendo l’autostop, ho visto tante, troppe belle cose, situazioni e posti. Ho dunque deciso di proporvi una serie di post che mostrino quel che mi e’ piaciuto o mi ha colpito di piu’. Possono essere citta’, posti, locali, ristoranti, situazioni, esperienze, persone, qualsiasi cosa. Lo scopo e’ di mostrarvi una bella foto (opera di Kit Chan) e raccontare brevemente una delle nostre esperienze. Se queste vi ispireranno a cercare dei last minute e lasciare la vostra routine italiana almeno per un po’, saremo felici di avervi “illuminato”. Ecco l’ottava foto, dal Kyrgyzstan:

Kyrgyzstan– montagne, cavalli e kymyz…

Entrare in Kyrgyzstan dalla Cina e’ stato un po’ come lasciare un mondo che e’ iniziato sotto una facciata cinese, e solo qui ha preso il suo nome comune: Asia Centrale. La repubblica dei kyrgyzi, la piu’ piccola tra le ex-repubbliche sovietiche, si aggiudica direttamente il titolo di Svizzera asiatica coi suoi monti scuri e seghettati, i paesaggi aperti e verdeggianti, e laghi del colore del cielo piu’ blu che abbiate mai visto.

Esperienza indimenticabile:  la foto in questione e’ stata scattata a bordo strada da qualche parte tra Bishkek e Osh. Stavamo viaggiando con un camionista che, senza parlare l’Inglese, ci ha fatto capire che era il momento di fermarsi e bere qualcosa. Non appena il camion si e’ avvicinato al bordo strada, questa sorridente signora e’ uscita dalla sua ger per offririci una bottiglia di kymyz fresco. Di cosa si tratta? Uno speciale – e a volte letale – misto di latte di cavalla fermentato che sicuramente fa bene ai villi intestinali, ma fa anche venir una gran voglia di ca**re… state attenti, dunque. Il camionista si e’ meravigliato del fatto che, dopo aver bevuto un paio di sorsate dell’intruglio, io gli abbia cordialmente restituito la bottiglia. “Fa molto bene,” mi ha detto a gesti. “Si, capisco,” ho risposto io, nascondendola nello spazio vuoto tra il suo sedile e la leva del cambio. Non so se sapete, ma trovare una posizione nascosta per farla discretamente nel mezzo di una grassland non e’ impresa facile… fattibile, ma in quel pomeriggio, decisi di evitare complicazioni.

Dall’Asia all’Europa in Autostop – Memoria 7 – Tibet (o Cina?)

May 29, 2013 By: Marco Ferrarese Category: Asia, China, Italiano, Journey to the West, Travels Visited: No Comments →

Dopo aver viaggiato dall’Asia all’Europa via terra e facendo l’autostop, ho visto tante, troppe belle cose, situazioni e posti. Ho dunque deciso di proporvi una serie di post che mostrino quel che mi e’ piaciuto o mi ha colpito di piu’. Possono essere citta’, posti, locali, ristoranti, situazioni, esperienze, persone, qualsiasi cosa. Lo scopo e’ di mostrarvi una bella foto (opera di Kit Chan) e raccontare brevemente una delle nostre esperienze. Potete cercare di programmare le vostre vacanze attorno ai nostri itinerari, ne saremo solo onorati. Ecco la settimana foto, dalla Cina/Tibet:

Tibet– Le lande d’erba verde

E come si potrebbe tradurre altrimenti “Grasslands”? Si, suona male, malissimo. Ma le sensazioni che danno, sono incredibili. Non abbiamo potuto entrare nella TAR vera e propria per via di altri problemi politici e ribellioni di cittadini tibetani che sono finite con autoimmolamenti a Lhasa e nei suoi dintorni. Ma abbiamo visitato il Kham e l’Amdo, a detta di esperti, le poche zone dove si puo’ veramente assaggiare un rimasuglio di quella che era la cultura Tibetana, senza pensare alla sua versione “fortunata” in India del Nord e Nepal.

Esperienza indimenticabile:  la foto in questione e’ stata scattata a Litang, a 4000 metri di altezza, una delle citta’ piu’ alte del mondo. Diciamo che e’ uno dei posti piu’ – o meno, a seconda del clima – accessibili della frangia tibetana del Sichuan. Abbiamo scattato questa foto di fronte al monastero che sorge ai margini del centro cittadino. Alla periferia di una delle solite “one way street town” cinesi, con palazzi e monumenti decadenti e brutti, Litang si espande in chilometri e chilometri di colline verdi. Sarebbe troppo facile mettere una foto del tempio, cosi’ ho deciso di far vedere uno stupa carico di bandiere preghiera che fluttuano mantra nell’aria, continuamente, e due monaci della setta del Cappello Giallo con due ragazzi. Mi chiedete cosa ci sia di indimenticabile? Forse dalla foto non si capisce, ma stare li’, schiacciati tra il blu del cielo e il verde della terra, fa davvero sentire lo spazio che abbiamo tra il cuore e la cassa toracica. Si sente proprio la distanza, tra una costola e l’altra e le vertebre. Incredibile.

Dall’Asia all’Europa in Autostop – Memoria 6 – Camionisti Iraniani

May 18, 2013 By: Marco Ferrarese Category: Asia, Iran, Italiano, Journey to the West, Travels Visited: No Comments →

Dopo aver viaggiato dall’Asia all’Europa via terra e facendo l’autostop, ho visto tante, troppe belle cose, situazioni e posti. Ho dunque deciso di proporvi una serie di post che mostrino quel che mi e’ piaciuto o mi ha colpito di piu’. Possono essere citta’, posti, locali, ristoranti, situazioni, esperienze, persone, qualsiasi cosa. Lo scopo e’ di mostrarvi una bella foto (opera di Kit Chan) e raccontare brevemente una delle nostre esperienze. Se poi vi sentirete abbastanza ispirati per cercare voli lowcost e partire, ne saremo solo onorati. Ecco la sesta foto, dall’Iran:

Iran– Incredibile Ospitalita’ e camionisti folli

Mi e’ sempre stato detto sin da piccolino che l’Iran era uno di quei posti pericolosi dove non bisognava assolutamente andare: musulmani, assassini, rapimenti, droga, morte, distruzione e Satana in carrozzella. Quando arrivai in Malesia e incontrai i primi iraniani della mia vita per davvero, rimasi al contrario colpito dalla loro cordiale gentilezza, le loro maniere educate e decisamente piu’ orientate ad Ovest che in quel ghetto mediorientale dove la mia cultura li aveva gettati, e molto, molto colti. Avevo ovviamente incontrato quel gruppo di pochi eletti e fortunati figli di famiglie abbienti che si potevano permettere di fuggire dal proprio paese per studiare all’estero… prima in Malesia, e poi – generalmente – in qualche altro paese occidentale come gli USA, l’Europa o l’Australia. Anche loro mi dicevano come il loro paese fosse orribile: un posto senza giustizia, senza liberta’ e occluso da un fondamentalismo religioso che rende la vita vomitevole e impossibile. Ok. Digerito. L’Iran ha sicuramente dei problemi, ma se questi stessi Iraniani all’estero continuavano a lamentarsi dei propri paesi d’adozione e rimpiangere la propria terra, ci sara’ ben dovuto essere un motivo… e dunque siamo andati a vedere. Con estremo piacere. E, purtroppo, una visa molto breve. (more…)

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