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Monkeyrockworld

Extreme Rocker and Writer Marco Ferrarese's Hardcore Opinions on Living and Traveling Asia
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Archive for the ‘Opinions’

Cosa penso di Kuala Lumpur

November 21, 2013 By: Marco Ferrarese Category: Asia, Italiano, Malaysia, Opinions, Travels Visited: No Comments →


Non so se la mia avversione per Kuala Lumpur si possa descrivere a parole perché è un’ emozione sottile, un foglio di lamiera infilato tra le pareti di un panino al silicone, se mi seguite. Un silicone che trasuda sia dai palazzi che dalle scollature delle ragazze cinesi e i tacchi di quelle musulmane, e si spande sopra le cosce arrossate delle turiste occidentali. Non so: finchè uno va a Chinatown e Bukit Bintang e si muove camminando o coi taxi, la città mantiene un’aria sopportabile. Ma quando ci devi più o meno vivere, e ti rendi conto che è alla fine un’autostrada triste con tante uscite su aree residenziali fatte di case che si tengon su una contro l’altra in bilico sull’unto umidiccio tropicale, bhe… la situazione cambia.

Per me è una città triste e senza anima, come Los Angeles. Con la differenza che qui, le spire del serpente di cemento si arrotolano più vacue, meno asfissianti e pericolose. Non sembra voler mordere più… forse per colpa del caldo? (more…)

Riflessioni sui viaggiatori anziani

July 24, 2013 By: Marco Ferrarese Category: Italiano, Opinions, Travels Visited: 1 Comment →

Picture credit: Flickr/rickz

Sono sbarcato a Penang di nuovo ieri pomeriggio dopo tre settimane passate in Borneo Malesiano a seguire musicisti per la mia ricerca. Innanzitutto, mi sono stupito di quanta gente fosse pronta a prendere un aereo. E diciamolo, i viaggiatori bianchi sono sempre presenti, ma ormai in grande minoranza rispetto alla popolazione asiatica che si getta ormai ovunque.

Una cosa che mi ha colpito é stato il vedere parecchie persone di mezza etá , e anche viranti sull’anziano, seduti al terminal, le dita frementi attorno alle maniglie di plastica dei propri bagagli a mano. Ne avevo parlato un pó di tempo fa su Vagabonding, di come a volte i viaggiatori si scoprono tali piú avanti con l’etá , in “mezzo al cammin della loro vita”. Ho incontrato alcuni interessantissimi personaggi over 50, e anche over 60, sparsi tra i sentieri sterrati del mondo di oggi. Quante storie incredibili: e soprattutto, se queste persone hanno viaggiato prima di noi, quanti dettagli e prospettive che ti fanno capire come i posti cambiano! O meglio, come gli anni e l’erosione inevitabile del tempo li cambi.

Purtroppo – o per fortuna – le persone piú anziane non sono tutte cosí: chi é piú provinciale, o chi non ha mai davvero pensato che potesse esistere qualcosa al di fuori del proprio raggio di 20 chilometri di comfort, non ha mai probabilmente sentito il desiderio di scoprire cosa stia l á  fuori, nell’ignoto. In questo modo si perde davvero qualcosa di importante che il mondo ci riesce a dare solo quando decidiamo di uscire dalla “zona comfort”, e ci imbattiamo in qualcosa di inaspettato.

Recentemente ho parlato con una persona amica, non piú supergiovane, ma nemmeno nel tardo cammino della sua vita. “Come fai a fare quello che fai?”, mi ha chiesto. Io le ho risposto che quel che faccio io non é affatto speciale, e che se per me é necessario sentire un brivido di avventura nel viaggio, per lei, bhe, basterebbe solo CERCARE un brivido. Come? Semplice: facendo un viaggio. Sicuro. Prepagato, se vogliamo. Senza stress o pensieri. Ma perlomeno, un VIAGGIO:  fuori dal cerchio, lontano dal raggio.

Cosí, le ho semplicemente consigliato di fare una ricerca online, e lei si é trovata da sola un viaggio tra le varie offerte di volo e hotel di Logitravel. Ovviamente, nessuno si aspettava che si mettesse lo zaino in spalla e partisse abbestia come me, ma perlomeno, nel suo piccolo ha trovato qualcosa che le desse uno scossone.

Non conosco tutti i motivi che spingono la gente piú anziana di me a mettersi in viaggio, ma credo che se non lo si é mai fatto in precedenza, prendersi una pausa dalla corsa folle al risparmio e alla sicurezza possa solo fare un gran bene. Cambiare le prospettive, far aprire i polmoni con l’aria benefica di una nuova emozione, puó essere un segno di grande cambiamento che aiuta l’anima e il cervello.  Cosa ne pensate? I commenti sono ben accetti.

The Year of the Writing Snake

July 15, 2013 By: Marco Ferrarese Category: English, Opinions Visited: No Comments →


Wow. If I think back at how things have developed for me in the past year and a half, I almost cannot believe how lucky – or determined – I have been.

There are, in fact, great things about to happen to me on the writing front. Without giving away too much now, I want to look back at the recent past.

In 2012, I set off for an odyssey around half the world, with a burning desire to make it bigger and better with my writing. Not only I managed to hitchhike most of the way from Asia to Europe, but I also kept writing, here and here, on and off, from mountains and prairies, compatibly with my continuous movements.

Then, in November 2012 I returned to Malaysia, and started my PhD research.
Why did you want to start a PhD of all things, you may ask?
Well, to learn how to write better, and more “widely”. And also because I felt I needed increased balance to build up my portfolio. Hence, freelance collaborations started to come, and as of today I can say there is more in the making that I can almost deal with.

And no, I don’t miss travelling too much. I am thinking of future trips, for sure, but as of now, I feel kind of fine as settled as I am.

In fact, from December 2012 to the early months of 2013, staying put helped me do something that will make myself VERY proud soon. Again, I don’t want to give away too much today, BUT… I want to start preparing you, sweeping the floor a bit, tidy up the place, before I can unleash the certainty of the near future. Very few of you already know, and I beg you to keep the secret for just a short while longer.

I have always loved a “surprise effect” :-) Until then… keep doing what you can do best in life.

Possessed by guidebooks: how to exorcise yourself

April 21, 2013 By: Marco Ferrarese Category: English, Opinions, Rolf Pott's Vagabonding, Vagabonding Visited: No Comments →

Travel scientists have unearthed that a human subspecies called backpacker, or traveller, has been observed across many of the furthest flung corners of the globe reading guidebooks more than interacting with locals.

“So do you want to come with me for breakfast?”
“Sure! “
“Any preferences? I saw a street stall at the corner selling what looks like an awesome fruit salad”
“Well… actually, if you look here at page 267, the guidebook mentions this place… I’m sorry, we have to eat there.”
“Why?”
“Well… because it’s in the guidebook!!”

If there was a Travel Exorcist, dear guidebook, its power would compel you; because you can be the reason why such a conversation has become a standard among travel circles.  I am sure that, whether you are born a Lonely Planet, Rough Guide, Footprints, Moon, Bradt or any other, you and the authors and editors who put your attractive paragraphs together are not the only ones to blame. (more…)

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