2008, l’Anno del Topo
Il primo intervento del blog di un anno nuovo. E’ il primo anno nuovo che vedo alla luce di un paese straniero, ma non fa un particolare effetto. Il 2008 secondo l’oroscopo cinese sara’ l’anno del topo, il piccolo animale che per gli occidentali potra’ essere schifoso, ma che invece qui si merita il primo posto nello zodiaco, essendo l’animale che per primo ando’ a soccorrere il Buddha morente. Il Capodanno occidentale qui e’ passato senza infamia ne’ lode, ma non e’ di questo che voglio parlare: il 7 febbraio sara’ il giorno, il temibile giorno in cui scattera’ appunto l’inizio del 2008 cinese… e ancora non so dove mi trovero’. Probabilmente in Yunnan, ma non ne sono sicuro. L’anno inizia bene per me, che non sono affatto del segno del topo: finalmente dopo tre mesi passati ad insegnare e ad ambientarmi in questa terra diversa e per certi versi selvaggia, finalmente posso partire per un viaggio. Era ora. Mi sentivo le gomme sgonfie, le candele spente, gli ingranaggi arrugginati, l’olio da cambiare, i freni consumati sino al disco; non e’ colpa di Qinhuangdao, e’ colpa del mio insaziabile desiderio di vedere e di toccare con mano le realta’ che sin’ora ho solo letto nei libri, che mi hanno fatto pensare e sognare in tante finestre che si sono aperte come fumetti nell’aria di qualche giorno passato, piovoso o sereno, vicino o

lontano. Ho questi problemi di fumetti che mi escono dal cervello e si fermano la’, nell’aria, offuscando tutto quel che c’e’ attorno, e macinano scene esotiche, o scenari glaciali, luci e colori, ombre e odori che non riesco piu’ da anni a tenere sopite nella mia fantasia. Una volta e’ un cammello che rumina il suo sputo nel deserto dello Xinjiang, un’altra volta e’ una conturbante prostituta che mi osserva dondolando la gamba in modo che il sandalo le sbatta ritmicamente tra il retro del tallone e la punta delle dita, schioccando a mezz’aria, salutandomi dalla veranda di un bar thailandese, un’altra volta sono io a bordo di una macchina che sfreccia sulle deserte autostrade del Northern territory australiano… insomma, piu’ sto fermo, piu’ questi fumetti diventano piu’ grandi del cielo che sta sopra la mia testa, e mi schiacciano giu’. Mi fanno vivere male, altrimenti. Devo farlo, non c’e’ nulla di male, e’ solo voglia di vedere, di sentire, di toccare. Tutto e tutti. Voglia di chiudere gli occhi e tirarsi dentro tutti i colori del mondo con un solo respiro.
Mi riprometto solamente di cercare di scrivere il piu’ possibile quest’anno, di tenere dei diari, di utilizzare questo spazio per svelare dei misteri a me stesso, se non direttamente a voi. Questo deve essere un anno importante, un anno interamente passato lontano dall’Italia. Devo farlo, e’ una sfida, per me, che voi sancite in una sorta di giuramento. E sapete una cosa? Non e’ uno scherzo, ma decisamente una coincidenza. Io sono dell’Anno della Scimmia. Poteva essere diversamente??











