Arrivo ad anticipare l’infausto mietitore: è morto Giorgio Bettinelli
L’ho scoperto ieri per caso perchè Haero ha commentato sul blog… avevo ricevuto una email di risposta da Giorgio, email che aspettavo da due settimane… ma non era stata scritta da lui, bensì da Yapei, e diceva qualcosa di strano a riguardo un viaggio freddo e lontano… non capivo. Poi, la conferma.
Giorgio bettinelli se n’è andato per sempre e io probabilmente sono l’ultimo Italiano ad averlo visto vivo. Per me quindi un colpo strano, maggiore, crepitante. Una settimana strana sospesa nel tempo e nei ricordi che Giorgio affabilmente sapeva snocciolare uno dietro l’altro tra un bicchiere di vino, una sigaretta e una di quelle frasi che ti lasciano secco, da quanto sono semplici, ben fatte, senza ridondanze. Così ho conosciuto quest’uomo che mi ha aperto le porte della sua casa per una settimana. La terzultima della sua vita. E mi sento ancora più straniato e di merda perchè in quella settimana, si era cementata un’amicizia, qualcosa che poteva, e doveva e sarebbe stata particolare.
E invece no. Il frusto mietitore ce lo porta via, a me e a tutti voi. Perchè Giorgio non era un vespista, ma era un artsita. Un viaggiatore sì, ma uno che viagia solo perchè, come qualcuno che conosco troppo bene, ha un demone incazzato sulle spalle che non gli permette mai di tenere la testa a freno. Anche il riposo, anche quello tormentato da demoni. Una strana settimana di angeli e demoni, di parole e discorsi, di moto e gesti, di cibo cinese e italiano, di racconti e rivelazioni, di sogni e promesse, all’ombra delle palme di Jinghong.
“Pensa” mi ha detto “sei il primo che è venuto a trovarmi qui”
Ero qualcosa di piccolo, ma di speciale. Capace di toccare per una volta l’essenza di un uomo, creare una sintonia, far vibrare delle corde di strumenti musicali, morire nelle pieghe delle pellicole cinematografiche di una vita fa, come ragazzini. Come facevo coi miei migliori amici, quando ancora ne avevo. Ora ho solo il vento, la storia e gli sconosciuti. Giorgio non è stato un caso. E alle fiamme a tutti i detrattori, troppo stupidi e col cervello a forma di una cazzo di Vespa, che non capiscono chi era l’uomo. L’eroe. Una persona coraggiosa, che di coraggio ne ha da vendere. Io lo voglio ricordare così, con quel sorriso un pò allucinato, sommerso dai suoi libri e dvd, dalla sua cultura che accarezzava quotidianamente, e di cui parlavamo ogni minuto. Sommerso dai suoi demoni che non gli davano pace… ma non era ancora ora di portarselo via, morte maledetta!! Sorella puttana e atroce!!! Ma non è forse questo il destino che rende i poveri sciocchi mortali degli eroi??
Non lo so. So solo che sono due giorni che come un pazzo viaggio senza meta su moto affittate ovunque in quel Vietnam che fu la fine del suo primo, eroico, incredibile viaggio. Mi perdo tra le migliaia di motorini, motorette e carretti e penso, penso a come avrebbe dovuto essere per lui, in sella a quella vespa, giullare sapiente in un mondo di lecchini e incompetenti. Personaggio frizzante, Don Chisciotte dell’era moderna, come ridendo si apostrofava, grazie a un fantasioso giornalista iraniano.
Mi perdo e non capisco e penso al caso, alla vita, alla morte e giudico che non vi è molto senso. Allora premo forte l’acceleratore, cambio marcia, sfreccio alla destra del carretto, supero la vecchietta con le ceste e il cappello di paglia, strizzo l’occhio a due belle ragazzine in bicicletta e mi butto in una strada che non ha nome, o almeno, per me non ce l’ha, e vruuuuuuuum, vruuuuuuuuuummmmm, come un pazzo, con la giungla attorno. E suono il clacson, cento volte.
Per te Giorgio, l’avevamo detto: facciamola continuare questa amicizia. Continua. Mi hai messo ancora più fuoco dentro, e venite tutti qui davanti, che vi sputo e vi infiammo e vi faccio bruciare le chiappe, molluschi senza cervello. Spero che ovunque tu sia, possa continuare il tuo viaggio con quell’affabile sorriso sotto i baffi. Con tutta la mia stima.











September 19th, 2008 at 6:05 am
…grande ricordo di un grande Uomo ! RIP Giorgio !
thanks, marco
September 19th, 2008 at 6:03 pm
[...] non lo potremo leggere.Farewell Giorgio. Il suo blog Il suo blog sul sito della Feltrinelli Un ricordo di Monkeyrockworld Il fans [...]
September 19th, 2008 at 9:03 pm
Belle parole, sensibile tributo il tuo. Bravo Monkey e grazie.
September 20th, 2008 at 4:45 am
Siii…tinte forti, poesia pura, vento gelido, fuoco, demoni, note alte e basse… Tutto ciò nei suoi racconti di altre vite, di mille mondi!
Il mitico cantastorie della mia infanzia a Mentana, l’Ulisse del mio tempo…
Lavinia
September 20th, 2008 at 6:08 am
Scrivi:”…Sommerso dai suoi demoni che non gli davano pace… ”
Ti posso chiedere a cosa ti riferisci riguardo ai suoi demoni? Sarà che chi viaggia molto (e lui sicuramente aveva viaggiato tantissimo) mi appare sempre molto sereno quando parla, e anche io posso dirti di esserlo di più dopo mesi ininterrotti di viaggio che quando sto fisso in Italia.
Ciao, e complimenti per la tua bella esperienza, pur se conclusa in modo così triste.
September 20th, 2008 at 8:20 pm
Demoni, grossi demoni con la coda che gli stavano seduti sulle spalle. Puoi viaggiare quanto vuoi caro Pietro, anche io lo faccio, ma se hai un animo incline ai demoni, li terrai con te per tutta la vita. Sulle spalle, e dentro al cuore. Credo che Giorgio ne avesse ben piu’ di uno, altrimenti difficilmente si comicnia a viaggiare come anche ha fatto lui, in maniera cosi’ continuativa e in un certo senso “folle”.
September 23rd, 2008 at 6:00 am
Ben vengano i demoni, aggiungerei. Io non so a cosa ti riferisci parlando di Giorgio, ma in parte credo di capire dato che ho quella che chiamano “addictive personality” e sono attratto da cose pericolose. Prendo fuoco facilmente, mi raffreddo altrettanto facilmente, e cambio idea e cambio punto di vista, e mi piace cosi. Folle e’ un aggettivo che uso soltanto per far capire chi sono quando parlo con persone che credono esista una normalita’. Bellissimo post comunque!
September 27th, 2008 at 12:10 am
Anche oggi altre parole. Oggi sono le tue. Parole inutili forse, ma che aiutano. Non solo pensieri ma una testimonianza, l’ultima, la più importante. Tutti quelli che in questi giorni mi hanno parlato o scritto di Giorgio trovo l’abbiano fatto con brani e parole particolarmente ispirati… mi piace pensare che ci sia qualcuno a guidare queste ispirazioni, qualcuno che sorride, da sotto i baffi…
October 21st, 2008 at 10:38 pm
Ciao, ho letto precedentemente la pagina che raccontava il vostro inocntro, e la settimana trascorsa assieme e ho pensato, fantastico anch’io, che vivo nello yunnan presto lo andro’ a trovare, ma subito ho letto della sua morte! Mi piacerebbe comunque andare a vedere il posto dove stava. Puoi essermi di aiuto?
November 2nd, 2008 at 4:57 pm
M’hai fatto venì il groppo alla gola Marco. Porco zio, maledetta morte troia subdola, puoi giocà a scacchi e esser Karpov o Kasparov o Big Blue, ma alla fine sei mietuto e basta. Antonius Block non l’ha trovato Dio. Non c’è verso.
Ancora non mi riprendo del tutto, a Bali, qualche giorno fa, stavo dove lui ha cominciato tutto, come ti dicevo. Non c’è più nessuna traccia di Giorgio a Padangbai. Ho lasciato la sua foto incorniciata, SENZA VESPA PERDIO, 4 righe e un articolo in un ristorante sulla spiaggia. E non facevo che pensare a lui.
Vai Marco, sputa come un demonio, schizza via, trifola i molluschi, sei me, sei Giorgio, sei Edo, sei Dany, sei tutti quelli coll’occhio da infante e il cuore che fa provincia.
July 22nd, 2009 at 5:43 am
Leggete con attenzione il libro sulla Cina, ripercorrendo le strade e … i giudizi.
Qualcosa non torna.
Articolo “Io Donna”, Corriere della Sera
Written by Giorgio Bettinelli on September 5, 2008 – 8:21 pm –
http://www.giorgiobettinelli.com/tag/io-donna/
Un paio di settimane prima.
July 22nd, 2009 at 5:49 am
“Scendiamo a sud tenendoci stretti; freddo quanto basta, vento gelido sulla faccia, mani che formicolano stringendo le manopole tra i guanti. Ed è estate, Dio mio; d’inverno non saprei e nemmeno voglio saperlo.”
( pag. 161 )
May 3rd, 2012 at 4:47 pm
Senti, il libro sul viaggio in Cina con la vespa mi ha fatto venire dei dubbi: di cosa e’ morto esattamente Giorgio? Quella cinese Emmanuelle che abitava a 100 metri era carica di invidia per Giorgio e Yapei…non ti fa pensare?