Bilancio di viaggio (per viaggiatori italiani o indecisi pronti a partire) Parte 1
Un altro post in Italiano, una tantum, per valutare se è meglio scrivere per Italiani e farsi leggere di più, o continuare a gettare inglese in pasto al mondo intero, opzione che mi titilla sempre di più. In ogni modo, dopo una ultima settimana passata tra sclerare sulle pizze e bruciarmi le dita coi piatti arroventati e a ripristinare un aggiornamento di WordPress che mi ha fatto temere per alcune ore di aver perso TUTTO il lavoro di quasi due anni di blogging, ho un bilancio da fare.
Innanzitutto, grazie a Tripluca che mi ha suggerito di prendermela con Aruba, evitando di rovinare I miei files, e mi ha aiutato a risolvere il problema. Grazie! Tra due settimane prenderò un aereo che mi riporterà a Singapore, l’Asia fatta come Disneyland, ma piacevole per un paio di giorni passati a guardarsi attorno e a cercare di capire il famoso “parco giochi con pena capitale”. Dopodichè, rientro a Penang, reincontrare Kit dopo sei mesi di amore odio in formato sms e msn fa abbastanza tremare, ma le paure sono ormai superate… que serà, serà.
Le paure sono superate perchè faccio un bilancio, e mi rendo conto che ho viaggiato via terra da Ulan Bator, Mongolia, a Melbourne, Australia, in dieci mesi spendendo nemmeno 2500 € guadagnati insegnando in Cina, includendo: 13 paesi visitati in lungo e in largo, ostelli e accommodation, cibo, spostamenti, bus, treni, mance, parecchie cenette e spese per aiutare la mia ragazza, mezzo furgone comprato in Australia pagato con parte di questi soldi. E un volo aereo, uno solo, dall’Indonesia a Melbourne, appunto, overland recuperato un mese dopo viaggiando in van da Adelaide a Cairns, e giù sino a Uluru, and back to Darwin.
Ci ripenso e mi dico? Ma come hai fatto? Questo è quello che la gente mi dice quando io racconto la mia recente storia, e il viso gli si contrae in una smorfia che sta tra l’incredulità e la gelosia, e certi davvero non ci vogliono credere. Un amico ha categorizzato il mio stile di vita come “low life”, ma io non credo di essere stato tanto male, in questo anno in giro. Sicuramente sì, ho cercato di mangiare dove la gente locale mangia, prendere gli stessi mezzi di trasporto pubblici, fare autostop, conoscerli e dormire a casa loro ospitato, ho cercato insomma di stare su un basso profilo, ma il risultato in fondo è uno solo: viaggiare spendendo poco è possibilissimo, anche in paesi “sviluppati” come l’Australia. E devo dire che il favore dei tropici aiuta quando si tratta di piantare una tenda all’aperto, ma ho avuto freddo anche io, in un anno di viaggi!!
E che cosa hai concluso, mi direte voi? Bhe, troppo e niente, tutto e nessuno, zero e centomila. Dipende da che lato guardiamo all’esperienza, ma io non riesco a concepire uno stile di vita differente. L’amico Tripluca parla di semiresidenza qui, e mi trova anche d’accordo, ma per me la situazione è più mercuriale, e la semiresidenza la vedo sì, ma la vedo come tante “case” sparse per il mondo in cui io possa riposarmi, di tanto in tanto. Molte in Italia, tante negli Stati Uniti e in Europa, una in Malesia, una a Darwin in Australia, una anche a Melbourne se Marty e Damo sono ancora disposti ad accettare “Marco Motherfucker from Italy”, ehehehe…
L’importante è sapere che nonostante la situazione si possa imbruttire, io riesco sempre a fare alla fine quello che voglio, e penso di vincere delle piccole battaglie. Son passato dalla povertà alla ricchezza così tante volte ormai che non ci faccio nemmeno più caso, a posteriori. Sono alti e bassi. E’ ovvio che la tua vera vita duventa il tuo viaggio, e il lavoro fa parte di essa. Sta a te ingegnarti e trovare attività per accantonare soldi che per me, se continuo su quell’equazione dei 10 mesi per 2000 euro circa, stavolta mi basteranno per altri due anni, spero. E tenetevi pure la vostra recessione…
TO BE CONTINUED














August 18th, 2009 at 4:24 am
ciao mitico! allora hai imparato a fare il pizzaiolo?? credo proprio di si…
cmq sei davvero un mito, facendo 2 conti campati li in 10 mesi hai speso meno di 7 euro al giorno.. escludendo gli acquisti vari che hai fatto… come il van e il biglietto aereo… complimenti davvero! non so davvero come tu ce l’abbia fatta giuro. ma ce l’hai fatta, ed è questo quello che conta.
p.s.: mi spieghi come è possibile?? hihihihihi
August 18th, 2009 at 6:51 am
Ciao Marco,
leggerti è sempre un piacere…
Fossi in te continuerei a farlo in inglese… perchè limitarsi?
Vento in poppa
Eres de puta madre
August 18th, 2009 at 10:57 am
Bhe come ho fatto Andrea? sai bene che in Asia non è che si spenda tanto, in più basta limitare le propie opzioni ai posti ancor più economici, sempre evitando gli scarafaggi, ovviamente.
Non ho comprato granchè a parte cibi e biglietti dei trasporti, il volo è costato relativamente poco con Jetstar, e ho tagliato ancor di più le spese utilizzando copiosamente anche couchsurfing, veramente una ottima risorsa se vissuta in modo opportuno, e spesso l’autostop invece di taxi e bus cittadini.
Per il resto, gradirei avere più souvenirs, ma ho deciso che la mia vita mortale non abbisogna di tante fregnacce… quindi i costi si tagliano ancora di più.
Altro trucchetto è conoscere persone, e dividere le stanze d’albergo con loro per pagare una metà o una frazione del prezzo iniziale. Tutto è possibile!! vedremo da settembre in avanti, cosa si spenderà stavolta!
August 18th, 2009 at 11:38 pm
barbone, dai parte del passato. Oggi il tripluca e il tripmaitrop si sono fatto un massaggio con scrub e bagno nei fiori (a 12 euro).
Dai, se ci si becca un giorno a Bali te lo offro.
August 19th, 2009 at 12:10 am
anke io viaggiavo low budget, ma sono mai riuscito a spendere così poco.. in indonesia, che è il posto credo più cheap in cui io sia stato spendevo sui 10€ al giorno.. facendo si tutto, ma guardando bene dove spendere…
io da altre parti non ce l’avrei fatta.. specie se una calcola che a volte bisogna mettere in conto spese in più che sono obbligatorie.. per esempio i 30$ per entrare all’angkor wat.. o qualche visto… mah…
sei un mito cmq
August 19th, 2009 at 5:17 am
living the dream
August 19th, 2009 at 12:03 pm
Va bene, se offre la casa Tripmagazine, il massaggio lo prendo. Io ne feci uno in Cambogia, senza fiori, ma con una bella camminata di masseuse sulla schiena che mi ha strinato per 5$
E vinco sempre io!!
Per Andrea, sicuramente i visti & company li ho pagati anche io, ma c’è sempre un modo per avere degli sconti. Per esempio a Prambanan o Borobudur in Indonesia se fai vedere una tessera della palestra italiana anche, e ti impunti sul fatto che sia una carta universitaria, avrai uno sconto sul biglietto di ingresso (che viene messo sempre in overprice per chiunque non sia indonesiano, di circa il 700% del prezzo originale). Questo aiuta, ma poco. Poi onestamente non lo so come ho fatto, il budget era quello e sono rientrato nel budget, più o meno. Poi couchsurfing, dovunque io possa, mi lascia esperienze più positive e a volte risparmi anche su settimane di accommodation. Il mangiare, bhe qui sono speciale io, a volte non mangio ma quello sono io e non consiglio agli altri di farlo. Il trucco è avere un rapporto speciale col denaro, averne e pensare di non averne mai, così quando ti serve ne hai in abbondanza, sul serio.
September 20th, 2009 at 10:04 pm
uh…a parte il budget ridottissimo complimenti soprattutto perchè c’è in mezzo anche l’Australia..13 paesi in 10 mesi..?non è un pò come vedere i fiori dall’alto di un cavallo, per dirla con un proverbio cinese?
ciao!
September 21st, 2009 at 5:40 pm
Non lo so, rinomatamente i cinesi hanno il cervello bruciato, te lo dico per esperienza, eheheh
Io me li sono goduti e assaporati uno per uno, ogni momento. Forse un altro avrebbe dovuto metterci piu’ tempo, ma spesso non ci vuole cosi’ tanto per capire come girano le cose. E se aspettassimo di invecchiare in ogni posto, moriremmo senza aver visto praticamente nulla.