La legge di Murphy domina la mia vita downunder
Si striscia sotto i grattacieli e si prova sempre a combinare qualcosa di buono per tirarsi fuori dalla merda e guadagnare due soldi, e alla fine quando si è ormai decisi a partire, ecco che le opportunità escono fuori e ti spaccano le gambe come la cara Misery al suo amato scrittore nell’omonimo libro di Stephen King. Intanto, oggi mi sono svegliato con una risacca non indifferente e rimando il proposito di scrivere in Inglese… perchè lo dovrei fare mi chiederete, io vi rispondo, perchè tanto in Italia non mi pubblicherà mai nessuno e se scrivo in Inglese almeno mi salvo del materiale che prima o poi qualcuno leggerà e sicuramente sarà interessato a pubblicare. lasciatemi sognare, io ci provo sempre.
L’altro giorno ero seduto a un tavolino di Lygon street a godermi un caffè corretto e dei bei raggi di sole improbabili per questa stagione, quando mi suona il telefonino. Un aggeggio che per tre settimane ha suonato ben poco, e che ultimamente invece, sta cominciando a suonare sempre più spesso. Comunque, in meno di mezzo minuto ho un colloquio fissato per domani in una prestigiosa Scuola di Lingua Italiana, proprio a Lygon street, il centro dell’underbelly mafioso di Melbourne. Almeno, così dicono alla televisione. Quindi, con un furgone in autorimessa a sistemare, due ragazzi, Luca e Giacomo, che a quanto pare saranno i miei compagni di viaggio, e una gran volgia mia di muovermi di nuovo anche senza soldi, insomma, adesso ci si infila anche il maledetto lavoro.
Sono arrivato qui sperando di trovare un lavoro in pochi giorni così come mi era stato pronosticato, mi sono rosicato tre settimane, e finalmente quando ho deciso di levare le tende, arriva questa occasione. Ancora non so niente, sono all’alba di una decisione importante, soprattutto perchè quello è l’unico lavoro che so fare… il buffone che insegna. E qui, mi piacerebbe anche farlo perchè sarebbero buoni soldi fatti in fretta e una bella staffilettata da mettere in curriculum, e move on somewhere else dove il Giallo è il colore dominante della pelle.
L’equazione è incredibile: rinunciare a qualcosa di sicuro e di buono e a qualche tempo ancora nella città perfetta, perchè alla fine nulla si può dire di sgarrato di questa Melbourne organizzatissima e seppure un pò snob, vivibilissima coi suoi contrasti, oppure imbarcarsi di nuovo all’avventura, sperando che da qualche parte si riesca a trovare qualcosa che mi metta due dollari in tasca? Sono quasi stanco di dividere le pizze large in tre persone perchè la fame avanza, e allo stesso tempo fiero della mia etica da scarafaggio che mi permette di sopravvivere anche alle catastrofi nucleari… ma non so se questo è quello di cui ho bisogno adesso. Avevo chiesto un pò di stabilità, che tarda ad arrivare, ma sono sicuro di volerla, qui? Nha. se avessi Kit al fianco, probabilmente sì, per ora l’idea di rotolarmi nella coperta in un materasso infilato nel furgone è quello che mi stuzzica di più, ma il tempo passa, i soldi scarseggiano, e la testa è confusa. Domani, giorno di rivelazioni e decisioni, volevo solo rendervi partecipi.













March 22nd, 2009 at 12:39 pm
Good to know
Giusto una nota: ma non spagnoleggiare con “risacca”! Abbiamo il nostro termine specifico oltrepadano (intraducibile in italiano): “arsura”, con la u con la dieresi che non c’ho voglia di scoprire come si digita sulla mia tastiera cinostatunitense.