La maledizione del Viaggiatore Solitario
Ok, a questo punto e’ necessario un piccolo sfogo, veramente piccolo, dopo un mese e mezzo di vita decisamente fin troppo positiva. Dopo sette giorni dal mio arrivo in Cina, mi sono recato a pechino per la prima volta, e qui ho incontrato una ragazza, Ruo Rui. Per fare di una storia un po’ lunga una cosa breve, vi diro’, Ruo Rui si e’ innamorata di me e abbiamo cominciato a frequentarci, consci della distanza tra Qinhuangdao e Pechino, consci di essere diversi, due razze diverse, due teste diverse. La razza diversa non e’ quella dell’Italiano, o Europeo o Lao Wai che si voglia dire, e della Cinese, le razze sono quella del viaggiatore e quella del residente. Io sono un viaggiatore, Ruo Rui e’ una residente pechinese, originiara del Sichuan, ma pechinese da ormai 10 anni. E’ una dolce ragazza cinese di un metro e cinquanta, ha il 34 di piede e a volte parla nel sonno, scuotendosi come una bambolina epilettica. Educata, non tira su col naso mentre mangia la zuppa, istruita, parla un italiano stentato che vuole migliorare per fare la guida turistica anche agli Italiani in visita a Pechino.

Non avevo mai avuto una ragazza asiatica prima d’ora, e tutto quello che sapevo su queste donne e’ risultato vero: piacevoli, discrete, dolci, tenere, non parlano troppo, non si lamentano mai, sono ottime amanti… tutto sembrava girare per il verso giusto, decisamente cosi’ giusto che mi sono detto, perche’ non dirle che ho intenzione di andare a lavorare in Australia, dopo la Cina?? Le ho detto, guarda, credo che dovresti imparare l’inglese per fare piu’ soldi qui in Cina, non lo parla nessuno, se tu venissi con me in Australia qualche mese, sicuramente ti servirebbe molto…
Ovviamente le sensazioni e le percezioni, per un asiatico, non si possono generalmente esprimere in maniera normale, quindi non so ne’ come ne’ quando Ruo Rui abbia iniziato a pensare che c’era qualcosa di sbagliato, che questo lao wai probabilmente non aveva tutte le rotelle al posto giusto. Fatto sta che, senza dire nulla, comportandosi esattamente come sempre, Ruo Rui torna a Pechino domenica scorsa col sorriso, mi saluta e mi bacia e sale sul treno. Per un giorno, poi, silenzio. Telefono staccato, niente messaggi, niente di niente. Quando finalmente riesco a rimettermi in contatto con lei, ricevo un messaggio che dice piu’ o meno cosi’:
“Noi siamo diversi e io voglio chiamare fidanzato l’uomo che voglio sposare. Questo non e’ un gioco. Tu non sei qui per sempre, ma sei di passaggio, quindi penso che non dovremmo stare insieme”. Punto e stop.
Ora, non sto scrivendo questo per parlare brutalmente di questa ragazza o per fare una tetra messinscena di furore maschile, ma semplicemente per fare conoscere delle differenze che sono importanti; io ho deciso di essere sincero e onesto, e ne ho ricavato un fuggi fuggi, non tocchiamo il Viaggiatore, quello e’ un pazzo, deve stare solo, confinato in una stanza dalla quale non puo’ uscire… non mischiamo le nostre culture, o rischieremo di distruggere dei muri millenari, magari dando un po’ d’aria a tante situazioni, irrorando il cevello di sangue nuovo… non rischiamo di affezionarci a qualcuno che non potra’, perche’ IO O LA MIA FAMIGLIA non lo vogliamo, fare parte del nostro gruppo sociale, della nostra vita. Quindi, se per un momento mi ero posto il problema di infantile amante, di pensare a come dare un seguito positivo a questa relazione, la maledizione del Viaggiatore Solitario mi ricade addosso e come sempre mi strappa dalle mani qualsiasi senso di stabilita’ emotivo/amorosa. Bene. Forse un male, ma sicuramente anche un bene, lo potremo vedere solo aspettando cosa succedera’ nei prossimi mesi e nelle prossime settimane, mi rimane solo un vago amaro in bocca, come quando picchi lievemente i denti, e senti in fondo alla gola il gusto del sangue.











