La prima volta a Pechino
Innanzitutto, questa citta’ si chiama Beijing. Significa “Capitale del Nord”. Avevo sentito dire tante cose su Beijing, e su come fosse invivibile, inquinata, sporca e pericolosa. Bhe, come al solito tutte queste cose, nel mio caso, non si rivelano vere; arrivo su un treno superaffollato che parte alle 7 del mattino da Qinhuangdao, un viaggio lento ed estenuante di 4 ore piene per coprire 300 km scarsi di strada dritta e piatta tra la costa e questo mostro di citta’ che sfiora i 20 milioni di abitanti… vi rendete conto? Beijing ha una superficie che puo’ essere simile a quella del Belgio, si’ esatto, lo stato intero, avete letto bene. Davvero impressionante.
L’ultima volta che, ancora in Italia, avevo visto uno speciale su Beijing, le immagini facevano vedere un cielo marrone, quasi nero, anche di giorno, una cappa di inquinamento che fa sembrare la spessa nebbia catramosa che aleggia sulla San fernando Valley di Los Angeles un cartone animato. Faccio i primi passi vergini sul piazzale della bellissima e moderna stazione dei treni e… non e’ assolutamente cosi’!! Il cielo e’ chiaro e terso, ovviamente, l’aria e’ un po’ pesante, ma posso chiaramente vedere il sole, le nuvole, tutto sta al suo posto. Non capisco tutti questi problemi per le Olimpiadi, come al solito la gente si fa dei problemi allucinanti per niente. Se questi atleti si devono sporcare i polmoni per un mesetto, bhe, chissenefrega, alla fine?? Ho lavorato alle Olimpiadi di Torino 2006, so quanti gli atleti siano gente che infilerei tutta in un bel tritacarne modello gigante, quindi… soffocatevi pure, maledetti strapagati bastardi.

A Beijing ci sono tantissime cose da vedere, tante che vi ci vorra’ almeno una settimana per apprezzare tutto per bene. La cosa che piu’ mi ha colpito al primo impatto, a parte la modernita’ e nonostante tutto, la pulizia delle strade e dei parchi, sono state appunto le architetture tradizionali cinesi che, per quanto ricostruite nel corso degli anni dopo le distruzioni idiote della Rivoluzione Culturale e di Mr. Mao Zedong, fanno un’impressione di oriente duro e puro. La Cina e’ famosa per le sue pagode, ovvero gli edifici con quei caratteristici tetti dagli angoli allungati e arcuati verso l’alto all’esterno, e trovarmici in mezzo per la prima volta e’ stata un’esperienza incredibile. Io non sono mai stato ne’ un grande conoscitre della Cina, ne dell’Oriente in generale, ne’ mai ho apprezzato tutte queste cose sottili, tanto preso ero per la musica rock e la cultura di stampo anglo-americano, ma vedere Beijing e stare in mezzo a queste cose mi ha totalmente dato un calcio al cervello, schizzandone fuori dalle orecchie le cellule morte per le stronzate occidentali. Mi sono messo a camminare tra gli hutong (che sono i vicoli tradizionali cinesi, stretti stretti, dove sfrecciano rickshaw motorizzati da tutte le parti) a respirare quest’aria orientale nuova e affascinante, perdendomi con lo sguardo nell’ombra dei muri scrostati, delle porte color sangue di bue e dei loro bottoni d’oro e delle fronde di rampicante che svolazzano al vento forte di Pechino. Per quanto il turismo sia ormai massificato in vista delle Olimpiadi che daranno forse alla Cina l’onore di affacciarsi al mondo come un Impero Nuovo al passo coi tempi, non mi sono sentito il classico idiota turista. Odio leggere e sapere che molti viaggiatori si perdono le cose perche’ non vogliono fare i turisti; io voglio vedere e conoscere tutto, e se ci deve passare il turista, affari suoi, io faccio le stesse cose spendedno meno di un quarto di quel che fa lui, e godendomele il triplo.
Mi accompagna una ragazza, Lucia e’ il suo nome Italiano (sappiate che i cinesi, a seconda delle persone con cui interfacciano, si fanno dare un nome di quella nazionalita’) che mi ha letteralmente bloccato davanti a una scuola di Italiano per chiedermi lezioni private. Lei e’ una guida turistica e, come tale, mi fa vedere gratis quello che gli altri turisti babbi pagano. Che ci volete fare se la fortuna attualmente sorride sempre da queste parti?? Si sente aria di nuovo, mi sembra di essere in una citta’ completamente internazionale, una metropoli che mette anche New York City in ginocchio in quanto a dimensioni e traffico umano, c’e’ gente ovunque ma anche il caos e’ ben organizzato. Scordatevi i giorni neri del comunismo, in Cina si respira aria completamente nuova, sebbene certi aspetti culturali che da noi sono assodati e superati qui siano ancora un po’ taboo. Parlero’ a suo tempo dettagliatamente in post separati delle varie attrazione di beijing, di cosa vedere e di cosa fare, per ora vi basti pensare che tutto quel che vi fanno credere e’ sbagliato. Ancora una volta, mi crogiolo nell’aria fresca e nel vento che solleva nuvole di polvere pesante attraversando i ponticelli che collegano i vari Hutong, vorrei prendere tutte le televisioni, le radio e i cosiddetti conoisseurs del mondo, e mettergli il braccio su per il culo fino al gomito, per vedere come sono fatte le loro interiora.




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