Lentezza a Sumatra
Devo nuovamente chiedere scusa per la mia lentezza, ma da quando sono ripartito da Penang e dalla Malesia il 7 dicembre, sono successe moltissime cose che hanno solamente ritardato o impossibilitato la scrittura. Prima fra tutte, la jungla e la mancanza di internet, che, anche se cosa cosi’ necessaria, spesso mi fa veramente bene e non mi fa mancare niente di questo mondo. Per quanto mi piaccia farmi sentire da questo piccolo ma sempre piu’ folto pubblico, spesso e’ piu’ giusto godere delle cose che questo viaggio mi sta dando quotidianamente da solo, che correre sempre per dividerle con altri.
Innanzitutto, l’arrivo a Sumatra e in Indonesia: partiamo io, Kit e Peggy Chan, sorella che vive in Francia ed e’ tornata per visitare la famiglia, per poi decidere di unirsi a noi per queste due settimane dal nord al centro di Sumatra. Decidiamo di non prendere l’aereo ma di usare il traghetto, credo particolarmente perche’ da sempre ho voluto attraversare lo stretto di Malacca in nave. Ricordo ai viaggiatori che, se partite da Penang, il viaggio sola andata vi costera’ 150 ringgit (30 euro, una bella bottarella considerando i prezzi medi malesi) e potrete fare la traversata solo il lunedi’, il mercoledi’ o il venerdi’. Gli altri giorni si fa al contrario, ovvero da Belawan, il porto di Medan, a Pulau Penang.
Ci dicono quattro ore, che diventano alla fine otto, lunghe, pesanti, allungate su un mare piatto e scandite da The Dark Knight che non vedo perche’ occupato a cercare di osservare la Malesia allontanarsi all’orizzonte, e un classicissimo duo Terminator e Terminator 2. Kit e Peggy mangiano due pastiglie anti mal di mare a testa e mi si addormentano addosso, impedendomi qualsiasi movimento, e io rimango inchiodato nella mia poltroncina ad ascoltare musica, vedere le evoluzioni di Schwarzenegger e farmi torturare dalle melodie techno trance lancinanti sparate a volume massimo da un gruppo di ragazze indonesiane che se ne ritornano a casa, piene di belletti e trucco pesantissimo in viso.
Una volta a Belawan, fila per sbrigare le formalita’ doganali. Io mi presento con un visto turistico di 60 giorni ottenuto in consolato a Penang in 24 ore. Nota: se dovete fare un visto per l’Indonesia e vi trovate in Malesia, andate a Penang in Jalan Burma, gli impiegati sono gentilissimi e vi daranno il visto senza troppi problemi. Ricordate di portare solo una fotocopia di un volo o traghetto per uscire dal paese, requisito fondamentale, e sarete a posto. Dico questo perche’ appena mostro il passaporto munito di visto, un ragazzo dedito alla timbratura mi sorride e mi dice che con quel visto, posso stare in Indonesia per 6 mesi. E come? dico io. Semplice: e’ possibile estendere questo visto per 4 volte consecutive, presentando una lettera di un amico cittadino indonesiano che garantisca la vostra buona inclinazione morale… insomma un’altra sorpresa.
Prima di arrivare, pensavo ed ero stato informato della difficolta’ di ottenere i visti per un paese che, sin da quando ho cominciato a viaggiare nel Sud Est asiatico, mi aveva sempre affascinato. Ora che mi trovo a scrivere dei report all’indietro perchè non ho veramente avuto il tempo di farlo prima, mi sento un pò idiota ma consiglio a tutti di venire a Sumatra, un pò duretta a tratti, ma meta ideale per conoscere e capire un paese che, come le sue 17mila isola, conserva altrettante identità diverse come i pezzi di un enorme puzzle.











January 20th, 2009 at 8:49 pm
Glad to see u safety and happy there in Indonesia