Meravigliose bambine, per sempre pt.3
L’altra faccia della medaglia sono le fuyuan, ovvero le cameriere dei bar e dei locali, che in mancanza di altro devono fare questo per guadagnare. Molte sono giovani e carine, sempre indaffarate ad ascoltare gli ordini dei clienti e a salire e scendere da scalette tortuose con braccia cariche di piatti pieni o sporchi da riportare in cucina. Sono piccoli angeli che non hanno avuto la possibilita’ di studiare, o che cercano di guadagnare qualche yuan in piu’ per comprarsi dei nuovi vestiti o foraggiare le proprie vite da studentesse senza aggravare sulle famiglie. Il denaro e’ un brutto dio, in Cina. Tante di queste ragazze, arrivate dalle campagne senza istruzione o semplicemente costrette dalle circostanze, finiscono a lavorare nei saloni di bellezza o nei centri massaggi, che la magiorparte delle volte sono solo facciate becere per altrettanto becere case di tolleranza. E’ interessante e triste vederle sedute al primo piano, imbellettate e scosciate, sdraiate su divanetti bassi di pelle lucida e sudicia aspettando il prossimo cliente. Un massaggio ai piedi, per qualche decina di euro in piu’, si trasforma in sesso rapido e asettico speso sulle pelli morbide di materassini nascosti nelle sale dei piani superiori, scandito dal ritmo delle dita delle anziane mamasan che contano i quattrini, pesantemente sedute dietro alla cassa generalmente illuminata da basse luci dai colori rosati. Non c’e’ scelta e non c’e’ futuro per queste bambine degradate, angeli caduti da un paradiso rurale in un inferno suburbano. Non sembra esserci rispetto per queste donne, che sono l’esatto contrario dello stereotipo della donna pura e casta cinese, la donna da sposare e con la quale avere il figlio concesso dal governo, quella che deve essere irrimediabilmente vergine.
Queste piccole studentesse poco piu’ che ventenni sono una bolla di sapone tra la dura realta’ delle case da appuntamento e quella della donna di casa cinese. Sono persone che ancora hanno piccole speranze da cartone animato e si accontentano di poco, che pensano che stare sveglie a parlare sino alle due del mattino sia qualcosa di trasgressivo, che si comportano comunque come il canone della propria cultura ancora pesantemente patriarcale indica e sottoscrive. Nessuna di loro fuma sigarette, quello e’ un hobby da prostitute, guai a farsi vedere in giro con una sigaretta in bocca.Alcune di loro fanno qualche passo avanti verso la modernita’ e si scelgono qualche goffo ragazzetto dai capelli sparati alla moda come compagno di avventure di campus, e le si vede trotterellare aggrappate alle loror braccia magre durante il giorno, e certe rare volte le si possono vedere appartate quando cala il buio all’ombra di qualche cespuglio, a scambiarsi pudiche effusioni d’amore. Qualche bacio e poche carezze, ma va fin troppo bene cosi’, tanto si sono spinte oltre, a distruggere un tabu’. Ma cosa succedera’ alla fine di questi quattro o cinque anni di unversita’, quando queste ragazze verranno liberate nel mondo che le circonda, lanciate come pezze bagnate fuori dalla finestra in una giornata estiva? Molte probabilmente sposeranno il ragazzo che le ha accompagnate durante questi anni ed avranno da lui un figlio, ma tante altre dovranno diventare donne tutto d’un colpo, dovranno schiantarsi a trecento all’ora contro un muro di mattoni e bottiglie di vetro. Carne di bambina che si lacera e si distrugge e forse fara’ uscire una donna, altre volte decretera’ la loro orribile fine. Esattamente come la ragazza che salta giu’ dal tetto e si sfracella sul suolo irrorando l’asfalto di sangue e cervella, una rosa che sboccia nel deserto urbano, un’ultima fioritura di sangue.
Il suicidio femminile e’ una percentuale molto alta nella societa’ cinese di oggi. Queste ragazze di campagna, altre volte, perderanno l’innocenza gradualmente una volta infangate dalla citta’, che corre corre al contrario del resto della Cina, oppure non la perderanno mai e saranno forse madri dolcissime, ma sempre eterne bambine. E’ strano e dolce vederle camminare ogni giorno verso la scuola, notare le differenze e cercare di immaginare i loro futuri. Io a breve saro’ lontano da qui, almeno per un po’, ad osservare altri tipi di umanita’, ma queste bambine… difficile capire cosa riservera’ loror il futuro, il primo lavoro, lo scontro con la realta’. In un posto dove chi ha soldi ne vuole di piu’, e chi non ne ha ne vuole di piu’, e’ difficile capire dove sta lo spazio per queste menti ingenue. Il divario tra citta’ e provincia rimane insanabile ed enorme, lo si sente, si sente che queste persone hanno voglia di fare un salto nel buio, ma hanno anche troppa paura ancora per provarci.











