Party Time in China at One on One bar
La Cina ha una cultura del divertimento piuttosto relativa, ovvero, i cinesi a parte il lavoro incessante non sanno veramente cosa fare. Troppo spesso alle 10 di sera le citta’ sono morte, perche’ la maggiorparte della gente alle 6 del mattino e gia’ in pista a sferragliare e fare rumore in strada, chi guidando le proprie biciclette-carretto cariche di pignatte e pentoloni per cucinare e vendere roba unta agli angoli delle strade, chi guidando autobus o mezzi di trasporto che starebbero bene in uno scenario da seconda Guerra Mondiale, chi preparandosi come le formiche alla propria giornata lavorativa a orario gallina. Fortunatamente per me e gli altri lao wai che vivono e lavorano a Qinhuangdao, i pochi bar possono offrire incontri strani e, nelle serate piu’ fortunate, divertimenti e giochi che hanno un po’ del folkloristico, ma che sono spesso annebbiati da numerose caraffe di birra che viene elargita come se piovesse.
La cultura del divertimento cinese si basa sul bere a fiumi in compagnia ma, a differenza di altri
posti e paesi, sembra essere piu’ sentita, un convivio al tavolo, un obbligo di vuotare il bicchiere ogni volta che si grida Gambe’. C’e’ particolarmente un bar che ho scoperto grazie a Nigel, insegnante inglese, cantante e creatore della movida qinhuangdanese, il One on One, dove ogni sera si esibiscono Ci e Linda, chitarrista e cantante, suonando canzoni pop cinesi o qualche classico di sapore rock anglossassone. Ai tavoli la gente, me compreso, puo’ bere birra masticando semi di una pianta inqualificabile che io direi girasole, ma sicuramente mi sbaglio: questi semini vanno aperti coi denti, con un colpo secco di incisivi, per fare uscire il piccolo semino che sa di mandorlato orientale e che e’ veramente una droga vegetale. Non so se e’ per il divertimento o l’impulso di spaccare i gusci dei semi o se e’ per il loro gusto vagamente salato, ma non se ne puo’ fare a meno: in pochi minuti i posaceneri non si riempiono di cenere e sigarette spente, ma di centinaia di gusci aperti, scintillanti nel loro nero venato di giallo alla luce fioca del bar. Io lo trovo divertente: la birra si svuota nei bicchierini, e i posaceneri si riempiono di semi, a montagne, e’ una febbre dello schiocco di incisivi, tic e tac, e giu’ il piccolissimo pezzo di sapore vagamente mandorlato.
Un’altra cosa che fa impazzire i cinesi e fa dare di matto me sono i dadi: ci ho giocato gia’ varie volte ma ancora non ho capito lo strano meccanismo di gioco. Praticamente ognuno ha una manciata di dadi e un contenitore a forma di bicchiere che serve a mischiarli. Ho visto ragazze infilare 5 dadi, uno dietro l’altro, raccolti alla velocita’ della luce a bordo tavolo con colpi di bicchiere che prendono un dado, lo fanno scivolare fuori dal tavolo e lo girano in aria, poi si riabbattono su ogni altro dado e continuano cosi’, mulinellando nell’aria, senza mai farne cadere uno. Incredibile. Ci ho provato, e ho fatto finire i dadi non so dove in giro per il locale, con grande ilarita’ dei presenti. Ovvio, sono un lao wai, eheheheh… in ogni caso, le regole. Si mischiano i dadi e si guarda il punteggio. In base a quante persone giocano e a quanti dadi ci sono, devi indovinare un numero di volte in cui una faccia del dado si presenta, per esempio, sollevi il bicchiere e ti accorgi di avere una coppia di 6, e allora puoi dire “cinque 6″; gli altri giocatori devono puntare piu’ in alto, ad esempio dicendo “sette 6″ e non si puo’ mai scendere piu’ in basso di puntata in puntata. A questo punto non ho ben capito come si fa a vincere, so solo che chi perde (sempre io) deve farsi un rigore di birra, e dopo un cinque o sei partite e’ facile non riuscire nemmeno piu’ a vederli, i dadi.
Il bere e’ visto comunque in maniera molto comunicativa, e per i cinesi offrire e brindare e’ sinonimo di grande simpatia per noi stranieri presenti e sempre piu’ ubriachi. Le sigarette anche si fumano come l’aria: le donne generalmente se fumano sono ritenute poco di buono, e qui al One on One bar ogni ragazza che vedo praticamente ha la sigaretta in bocca. Wow. E’ incredibile pensare come la cultura cinese sia infinitamente arretrata rispetto ad altre parti del mondo: dire che una donna e’ una puttana solo perche’ fuma e’ un’idea che probabilmente poteva avere la madre di mia nonna, ma le cose qui stanno cosi’. Ad esempio, il collant: qui le calze da donna sono delle calzamaglie, e’ roba di lana. Le uniche calze velate che ho visto addosso a una donna recentemente sono state quelle di una squillo (o almeno, a me e’ parsa tale vista la situazione) che ho visto uscire da un prive’ all’ultimo piano di un ristorante occidentale. Quelle, e la pelle bianca, estremamente bianca, probabilmente schiarita da cosmetici vari, sono segno di
meretricio. Questo la fa pensare lunga su come i cinesi trattino le proprie donne, ma me lo riservo come argomento futuro. In ogni caso, la donna cinese che beve birra e fuma con te cerca di essere ospitale e si spertica in brindisi continui in cui cerca sempre di toccare il tuo bicchiere tenendolo inclinato e piu’ in basso rispetto al tuo, per indicare sottomissione. L’ospite straniero e’ sacro e deve essere rispettato con tutti i sacri crismi, accolto col sorriso, reverito in cinese anche quando si sa che nessuno di noi puo’ veramente capire quello che queste ragazze ci vogliono dire… la sensazione e’ sicuramente esaltante, ma anche strana. Non sai mai se hai a che fare con gente reale o con fantasmi di un oscuro presente o di un deviato passato, comunque sia e’ impossibile dire di no. Quando ti si riempie il bicchiere, lo devi bere, pena le occhiatacce dei compagni di bevuta, che si offendono perche’ stai rifiutando la loro ospitalita’. Spesso sembra anche che gli uomini offrano proprio le loro donne come cameriere tutte sorriso e ammiccamenti, mentre loro restano schivi, a osservare, e interrompono la conversazione solo di tanto in tanto per urlare qualcosa di incomprensibilmente stupido, o per spillare la tua birra sul tavolo a forza di brindare con la delicatezza di elefanti dalle labbra tremanti ubriacatura selvaggia. Ovviamente il gioco si ferma qui, ma e’ spesso difficile distinguere quello che veramente la ragazza da bar vuole da te. E’ innegabile comunque la sensazione di risucchio che ti lasciano le loro occhiate addosso, in quanto straniero… straniero tanto amato e odiato, ma che sicuramente non passa inosservato da quegli occhi a mandorla che lentamente si squagliano in un nero ancora piu’ nero a mano a mano che il bicchiere da giallo diventa trasparente.













