Penang. Giorni statici, giorni apatici…bisogna presto ripartire!

Alla fine il natale non è stato nemmeno così brutto come lo pensavo. E’ stato veloce, innanzitutto. Rapido, e questo mi dà da pensare alla rapidità con cui la mia vita si svolge senza un preciso fine, e mi spaventa. E mi rallegra, perchè a volte i giorni devono solo veramente passare, e basta. E’ stato caldo ma non troppo, leggermente velato da nubi leggere che hanno stemperato i soliti 40 gradi tropicali a una più docile temperatura. E’ stato bello il poter fare una cenetta indiana con qualche amico couchsurfer, e finire al Church Street pub a bere snow beers con Kit e Darien che vuole andare in Europa nel 2010 e mi ha fatto cento domande. Alla fine ho preso un foglietto, ho vergato con assoluta precisione il contorno di una cartina geografica dell’Europa, e gli ho disegnato pure un itinerario che, secondo me, per un First Time Europe sarebbe il cerchio perfetto.
La decisione è stata presa: il viaggio continua. I progetti d’amore saranno vissuti a distanza e coordinati in modo da ritrovarci, ma non è il caso che io rimanga qui ora a cercare un lavoro che comunque non arriverebbe, in un posto che sicuramente mi soddisfa, ma che mi insoddisfa al 100% come tutti gli altri che ho visto. La solita maledizione, che spero sempre di compartire in due ma pezzente come sono, a faticare a mettere assieme il pranzo con la cena, è meglio portarsi sulle spalle da solo, come una croce solitaria. Indonesia, i primi di gennaio, Sumatra, con lei. Sarà un buon test di resistenza sulla strada, una delle più dure del Sud Est Asiatico, o almeno così qualcuno mi dice. Tutto questo mi rende curioso, e spero ispirato per vergare pagine eterne di uno dei dieci libri che ogni giorni mi accingo a scrivere, e che invece mai scrivo, maledetto Marco!! Poi, Java e Bali e si vedrà. Poi finalmente, dopo quasi un anno e mezzo, l’Australia, che avrei dovuto già aver lasciato, a rigore dei miei progetti iniziali.
Australia… mi suona come i compiti da fare a casa, sta cosa. Mi suona già di vecchio, un ritorno a una occidentalizzazione che sicuramente farà piacere ma aprirà degli ovvi buchi morali nel mio tessuto mentale. Mi suona 50% banalità anglosassone e 50% noia americana, mi suona già visto, sebbene la sua natura incredibile mi ispiri, mi attragga. Ma non so, lasciare l’Asia è spaventoso, ormai. Le puzze, lo sporco per strada, l’odore di merda nei cessi, le donne scalze, i bambini col moccio al naso, il diverso, l’alieno, i deformi sopravvissuti delle esplosioni minerarie in Cina che cantano spettrali karaoke reggendo piccoli amplificatori in delay distorto coi loro moncherini orrendi e i loro teschi spolpati, le prostitute strambe, i ladyboys, i templi, le barchette di legno, i mendicanti, quelli che ti fregano i soldi, l’opulenza delle metropoli che schiaccia la semplicità delle cittadine, la polvere, il sangue, la ricchezza, la miseria perchè qua c’è tutto e lasciare il tutto mi lascia un grande buco nel petto. In Australia ti prendi la multa se butti un mozzicone di sigaretta per terra: cominciamo subito male, malissimo… tutta quella pulizia sarà uno shock orrendo, ancor più della moneta che mi lascerà alla fame perpetua se non troverò immediatamente un lavoro!!
Tutti questi pensieri rovesciati sul letto di una donna meravigliosa, attenta, forse quella giusta, forse no, rovesciati come me che son rovesciato all’indietro battendo sui tasti di questo Eeepc ormai preistorico, testa affollata di pensieri fantasma, di storie di fantasmi malesi e cinesi, di donne che lavano i loro assorbenti prima di gettarli per evitare che le teste volanti degli spiriti vadano a mangiarseli, dato che cercano il sangue e lo sporco…meravigliosa superstizione che spero in Indonesia di elevare all’ennesima potenza, ho bisogno di storie e spettri, fantasmi e mostri, non più di natura e realtà e viaggiatori e backpackers, lasciamoli ai loro round the world tickets o ai loro gap years quelli, non fatemeli vedere più. Sono stanco. Stanchissimo!! Questo 2008 è stato l’anno migliore e peggiore della mia vita, in ogni senso. Voglio lanciare la mia testa nella notte, ad alta velocità, alla ricerca del sangue fresco che però sgorghi tra le gambe di una qualche donna, non da un puzzolente cestino pieno di kleenex ripieni di mertda e assorbenti usati. Quelli, li lascio per il fantasma malese, che ora mi ricordo si chiama Si Ruban!! Buon appetito!!













December 28th, 2008 at 2:15 am
Bali ti darà, se li saprai vedere, tutti i demoni che vorrai
December 28th, 2008 at 7:31 pm
Bali è aliena
December 28th, 2008 at 9:26 pm
Vedremo ragazzi, vedremo… piuttosto se avete consigli, fatemi sapere, tempo ce n’e’ ancora un po’ prima che arrivi a Bali…