May 18, 2013
By: Marco Ferrarese
Category: Asia, Iran, Italiano, Journey to the West, TravelsVisited:
Dopo aver viaggiato dall’Asia all’Europa via terra e facendo l’autostop, ho visto tante, troppe belle cose, situazioni e posti. Ho dunque deciso di proporvi una serie di post che mostrino quel che mi e’ piaciuto o mi ha colpito di piu’. Possono essere citta’, posti, locali, ristoranti, situazioni, esperienze, persone, qualsiasi cosa. Lo scopo e’ di mostrarvi una bella foto (opera di Kit Chan) e raccontare brevemente una delle nostre esperienze. Se poi vi sentirete abbastanza ispirati per cercare voli lowcost e partire, ne saremo solo onorati. Ecco la sesta foto, dall’Iran:

Iran– Incredibile Ospitalita’ e camionisti folli
Mi e’ sempre stato detto sin da piccolino che l’Iran era uno di quei posti pericolosi dove non bisognava assolutamente andare: musulmani, assassini, rapimenti, droga, morte, distruzione e Satana in carrozzella. Quando arrivai in Malesia e incontrai i primi iraniani della mia vita per davvero, rimasi al contrario colpito dalla loro cordiale gentilezza, le loro maniere educate e decisamente piu’ orientate ad Ovest che in quel ghetto mediorientale dove la mia cultura li aveva gettati, e molto, molto colti. Avevo ovviamente incontrato quel gruppo di pochi eletti e fortunati figli di famiglie abbienti che si potevano permettere di fuggire dal proprio paese per studiare all’estero… prima in Malesia, e poi – generalmente – in qualche altro paese occidentale come gli USA, l’Europa o l’Australia. Anche loro mi dicevano come il loro paese fosse orribile: un posto senza giustizia, senza liberta’ e occluso da un fondamentalismo religioso che rende la vita vomitevole e impossibile. Ok. Digerito. L’Iran ha sicuramente dei problemi, ma se questi stessi Iraniani all’estero continuavano a lamentarsi dei propri paesi d’adozione e rimpiangere la propria terra, ci sara’ ben dovuto essere un motivo… e dunque siamo andati a vedere. Con estremo piacere. E, purtroppo, una visa molto breve. Read the rest of this entry →

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May 12, 2013
By: Marco Ferrarese
Category: Asia, Asian Punk/Metal, English, Malaysia, MusicVisited:

Motörhead said:
“I’ve got the medicine you need
I’ve got the power, I’ve got the speed
I’ll find out how to stop your clock
We sure ain’t talking Doctor Spock
Hear me talking, Doctor Rock”
But, in the same song, they concluded “Pay me, pay me / I ain’t no doctor of philosophy.” Well, dear Lemmy, it appears instead I am on the way to be. On the last 8th of May, my candidature as an extreme music anthropologist of Malaysia and Singapore has been approved. This will be my day-job for the next 2 years and a half.
The panel itself would have made Lemmy change his mind about academics: Dr. Emma Baulch, author of “Making Scenes:Reggae, Punk, and Death Metal in 1990s Bali” reached us digitally from Bali, while David Ensminger, author of “Visual Vitriol: The Street Art and Subcultures of the Punk and Hardcore Generation” , connected from Houston, Texas. My other two supervisors, Dr. Yeoh Seng Guan and Dr. Julian CH Lee, particpated respectively in the flesh in Kuala Lumpur, and on the phone from Melbourne. The panel was chaired by Dr. Marco Buente, head of the research unit at Monash School of Arts and Social Sciences, Kuala Lumpur, from Germany. Quite an international cast of characters, concluded by me, the quirky Italian. Read the rest of this entry →
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April 30, 2013
By: Marco Ferrarese
Category: Asia, Italiano, Journey to the West, Travels, UzbekistanVisited:
Dopo aver viaggiato dall’Asia all’Europa via terra e facendo l’autostop, ho visto tante, troppe belle cose, situazioni e posti. Ho dunque deciso di proporvi una serie di post che mostrino quel che mi e’ piaciuto o mi ha colpito di piu’. Possono essere citta’, posti, locali, ristoranti, situazioni, esperienze, persone, qualsiasi cosa. Lo scopo e’ di mostrarvi una bella foto (opera di Kit Chan) e raccontare brevemente una delle nostre esperienze. Sta poi a voi controllare i costi di voli economici per cercare di fare simili esperienze. Ecco la quinta foto:

Uzbekistan– Gente simpatica e polli in Marshutka
Esperienza indimenticabile: La marshutka non e’ altro che il minibus delle ex Repubbliche Sovietiche e dei paesi baltici. Non ne avevo mai viste sino all’ingresso in Kyrgyzstan, e prevalentemente solo in grossi centri urbani come Osh e Bishkek. Passando dal Kyrgyzstan all’Uzbekistan – e piu’ precisamente nella Fergana valley, una zona contestata e mista perche’ “tagliata in due” dalle nuove geografie sovietiche, spezzando un popolo ai due lati di un confine – invece, la marshutka diventa il furgoncino imperante. Quello che c’e’ sempre, a ogni lato della strada, diretto ovunque. Questa foto rappresenta un viaggio nel retro di una marshutka piena di simpatiche signore uzbeke con tanto di polli al seguito. Pur non parlando inglese, i passeggeri sono stati gentilissimi. Abbiamo dovuto declinare un paio di inviti a pranzo, e il guidatore ci ha addirittura trasportati fino al confine col Tajikistan, benche’ totalmente fuori dalla sua rotta, solo per aiutarci. Mica male la marshutka uzbeka, cosa ne dite?


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